La responsabile del Centro Cure Palliative del Campus B.M. CNB – CSS sottolinea il valore umano e relazionale della cura nel fine vita
ROMA– Maria Grazia De Marinis, responsabile del Centro Cure Palliative del Campus B.M. CNB – CSS, ha offerto una riflessione profonda sul significato e sull’importanza delle cure palliative, definite “il volto più umano e completo della medicina”.
Nel corso dell’intervista, De Marinis ha evidenziato come queste cure si rivolgano a persone con malattie in fase avanzata, rispondendo non solo a bisogni fisici, ma anche emotivi, psicologici, relazionali e spirituali. “I pazienti non sono problemi da gestire, ma un’umanità da accompagnare in un momento così delicato”, ha dichiarato, sottolineando il valore della relazione e dell’ascolto in una medicina che non si limita alla prestazione tecnica.
Le definizioni di cure palliative fornite da enti come l’OMS, la Società Europea di Cure Palliative e la legge 38/2010 intitolata “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, convergono su alcuni principi fondamentali: il riconoscimento dell’unità della persona e della soggettività della sofferenza, l’accettazione della morte come evento naturale e la necessità di un approccio interprofessionale per garantire una cura globale.
“Ogni paziente vive in modo unico la malattia – ha spiegato De Marinis – e la morte non va né accelerata né ritardata, ma custodita con cura. Essa continua a porre domande anche a chi resta, rappresentando la domanda ultima, forse la più radicale.”
Altro aspetto centrale è l’attenzione alla famiglia, parte integrante della rete di relazioni che circonda ogni paziente. “Non ci si prende cura solo del malato, ma anche di chi gli sta accanto. La malattia colpisce l’intera rete relazionale e la cura deve tenerne conto.”
Nonostante i progressi normativi garantiti dalla legge 38 che sancisce il diritto di ogni cittadino ad accedere a cure palliative e terapia del dolore, con l’obiettivo di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona, la qualità delle cure e la loro appropriatezza, le cure palliative in Italia restano ancora troppo poco diffuse. “Abbiamo bisogno di garantire a tutti il diritto ad essere curati fino alla fine – ha concluso De Marinis – perché nessuno dovrebbe scegliere di morire per mancanza di cure.”
Il 2° Festival dell’Umano Tutto Intero si conferma così come un prezioso spazio di dialogo e riflessione su una medicina che, oltre alla tecnica, si fonda sulla cura della persona nella sua interezza.
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