Il report realizzato da “Scomodo”: l’Ue secondo gli under 35 ha un futuro, ma deve assorbire i poteri nazionali
Una ricerca condotta da under 35 su under 35. Il report, realizzato dalla rivista “Scomodo”: “Indagine generazionale sul presente e sul futuro dell’Unione Europea”, rileva come i giovani vivano l’appartenenza e il senso di identità. Un lavoro importante portato avanti con Campo Ricerca, un osservatorio indipendente sulle nuove generazioni. Attraverso l’analisi di temi chiave come ambiente, lavoro, istruzione e parità di genere, si è cercato di comprendere come gli under 35 sognino l’Europa del futuro.
I risultati della ricerca
Il 40% si sente tanto italiano quanto europeo, il 65% si dichiara apertamente europeista, se non fortemente europeista, il 53,5% considererebbe «un evento terribile» un’Italexit, solo 3 su 10 dichiarano di sentirsi più italiani che europei. Conviene un’Unione Europea perché garantisce libertà di movimento (74%), democrazia (43%), welfare sociale (28%) e pacifismo (15%). Per i giovani, infatti, l’Europa è mobile, tant’è vero che il 79% ha contattato almeno una volta all’anno residenti di altri Paesi; è anche pacifica: il 74% considera importante che gli accordi bilaterali tengano conto del rispetto dei diritti umani negli altri Paesi e ritiene che i flussi migratori non rappresentino una minaccia.
Secondo il report di “Scomodo” emerge che, a forgiare un’identità europea, un supporto importante viene da strumenti come l’ Erasmus, la laurea europea, il DiscoverEu e altre forme di mobilità che permettono di aumentare le aspettative giovanili.

Gli aspetti negativi
Il 57% dei giovani nega che la scuola gli abbia insegnato alcunché sull’Europa e il 60% si confessa ignorante sulle istituzioni comunitarie. Il 22% non andrà a votare e l’83% pensa che i leader italiani non rappresenti i giovani all’interno dell’Ue, il 43% crede che l’istituzione europea tenga poco conto delle esigenze e delle opinioni degli under 35.
Gli intervistati sono pessimisti per il futuro: il 54% si definisce poco o nulla ottimista, il 94% è preoccupato per il cambiamento climatico, il 90% per l’aumento dei prezzi e l’83% per la salute mentale.
Fra anima green e diritto alla salute
Questa indagine generazionale sui nuovi europei, presentata il 14 maggio scorso a Roma, evidenzia l’anima green dei ragazzi e l’aspettativa di un ruolo attivo delle istituzioni nel garantire il benessere materiale e il diritto alla salute, fino ad ora prerogativa degli Stati nazionali. Per i giovani la democrazia è un valore che i cittadini vogliono difendere con maggior forza nella prossima legislatura, dopo la pace. «Oggi avere la cittadinanza europea è qualcosa di molto diverso dalle generazioni precedenti, se non altro in termini di opportunità, anche se non godibile allo stesso modo da tutti. Le conoscenze linguistiche sono fondamentali: chi parla più di tre lingue ha una maggiore propensione a partecipare a progetti europei e a comunicare più di frequente con persone residenti in un altro Paese europeo. Di contro, la distanza geografica è un fattore chiave nell’influenzare una posizione politica più euroscettica, come dimostrano i dati su Sud e Isole» evidenzia il rapporto di “Scomodo”.
Luciana Ermini
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