Un piccolo Eden da scoprire a Venezia
E’ risaputo che Venezia, oltre ad essere una città d’acqua, sia una città di giardini segreti.
Questo si potrebbe verificare sorvolandola con dei droni, perché dietro ai portoni di tante calli ci sono delle aree verdi da scoprire. Di solito sono giardini privati, ma come nel caso che andremo a vedere, possono essere degli spazi all’interno di sedi conventuali.
Questo è il caso Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore nell’isola della Giudecca.
Il Compendio, annesso alla Chiesa del Santissimo Redentore, realizzata dall’illustre architetto Andrea Palladio per volere della Serenissima come simbolo di rinascita in seguito alla peste del 1575-1577 e affidata ai Cappuccini dal pontefice Gregorio XIII, si estende per circa un ettaro, dal canale della Giudecca fino alla Laguna.
Profondamente segnato dal trascorrere del tempo e dalla acqua granda del novembre 2019, nel 2021 è stato affidato, con l’autorizzazione della Santa Sede, a Venice Gardens Foundation, presieduta da Adele Re Rebaudengo, al fine di consentire il suo restauro e la sua conservazione negli anni a venire.
I visitatori potranno scoprire un luogo di grande bellezza, restaurato su disegno di Paolo Pejrone, architetto paesaggista di fama internazionale: lunghi percorsi articolati a ricordare il simbolismo della croce, ombreggiati da un pergolato in legno di castagno coperto da viti e da rose rampicanti, accompagnate da glicini e bignonie; tra gli alti cipressi, un reticolo di sentieri ripartisce lo spazio dell’uliveto, del frutteto e dei coltivi, un mondo variopinto di erbe, ortaggi, bordure fiorite composte da specie mediterranee, aromatiche e medicinali.
La Vasca delle ninfee segna il centro, il “cuore” dell’Orto Giardino, mentre, in riva alla Laguna, meta irrinunciabile dalla quale osservare il tramonto, vi è il Giardino dei pitosfori, caratterizzato dalle chiome compatte e sempreverdi e dalle edere e, sul fronte dell’acqua, da una pergola ricoperta di Rose banksiae ‘Alba plena’.
Lungo il cammino, i visitatori potranno inoltre scoprire la Cappella di meditazione e le Antiche Officine, storici bassi fabbricati, dove saranno ospitate mostre a tema di alto valore artistico, e il Caffè, fronte Laguna, dedicato all’accoglienza e all’ospitalità dei visitatori.
Visitarlo è una delizia per gli occhi e per gli altri sensi, in quanto il profumo dei fiori ornamentali, gli odori delle erbemediterranee, aromatiche e officinali e il gusto dei numerosi frutti e pergolati d’uva, ti inebriano e ti pacificano con il mondo.
Quando, alla fine del percorso ci si trova affacciati a quello splendido paesaggio lagunare, ci si ritrova di fronte all’Infinito ed a qualcosa di estremamente spirituale.
Si può così comprendere come i monaci, pur lavorando molto per mantenere in vita e fruttuose tutte le piante in esso contenute, vivessero quell’armonia con il Creato di ci ha parlato e parla ancora San Francesco.
Suggestiva è anche la vista dal retro della cupola del Redentore, dove si può vedere la statua che solo dall’altra riva è possibile notare. Infatti questa chiesa fu costruita con l’intento di essere vista dalle Zattere di fronte.
Il sentimento con cui si lascia questo locus ameno è senz’altro di tornarci per riprovare ancora quel senso di armonia e di pace che manca spesso a noi uomini e donne contemporanei.
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