Abbiamo intervistato l’amministratore delegato di CAV (Concessioni Autostradali Venete), l’Ing. Ugo Dibennardo, in merito al lancio di Hyperloop, un treno che potrà percorrere oltre 1.000 chilometri orari e su cui avremo il piacere di viaggiare nel 2026.
• Ingegnere, Hyperloop è un treno che supera il concetto di strada e di rotaia, e ci trasporterà a lievitazione magnetica. Questo è qualcosa che abbiamo visto solo nei film di fantascienza. Ci può spiegare che cos’è e di che cosa si tratta realmente?
Sì, è un modello nuovo di trasporto che viene studiato da diversi decenni: in sostanza, all’interno di un tubo sottovuoto consente di spostare un vettore da A a B ad alta velocità con bassissimo attrito. È un processo che finora abbiamo visto solo nei film di fantascienza, ma sta diventando realtà e cominceremo la sperimentazione con le merci per poi passare a quella per il trasporto passeggeri.
In questo momento nel mondo ci sono soggetti molto avanti, uno per esempio è negli Stati Uniti, un altro in India. Alcuni tratti già realizzati si trovano in Francia e tra la California e il Nevada. Come ogni sperimentazione, finché non la si realizza, rimane un ambito di ricerca e questa è l’idea con la quale siamo partiti noi.
• Infatti questo progetto sarà pronto nel 2026, nel percorso Venezia-Padova. Parliamo del tratto veneto della prima autostrada italiana, la Serenissima, che fu inaugurato nel 1933 . Mancano quindi solo 4 anni: quando partirà il cantiere, ce la faremo per il 2026?
Certo che sì, noi spenderemo i prossimi 18 mesi per finire la progettazione dei primi 15 km e poi realizzeremo i primi 10 km in cui faremo tutte le certificazioni, compresa ogni tipo di certificazione comunitaria, in modo tale che tutto ciò che riguarda il trasporto delle merci sia conforme alle norme dell’Unione Europea e italiane sul trasporto. Non è un’operazione complessa dal punto di vista realizzativo, sia perché non ha bisogno di espropri – in quanto si fa su strade che sono utilizzate per la manutenzione – sia perché non ha bisogno di pareri o vincoli autorizzativi, perché all’interno della fascia di rispetto vi è un’area già destinata all’infrastruttura autostradale, che è quella dove si prevede di realizzare la quarta corsia. Per ultimo, perché in realtà si tratta di un tubo su dei piloni o interrato (il progetto dirà qual è il piano migliore e più veloce) per cui non ha una fase di cantierizzazione così lunga e complessa: è un processo industriale.
• Sarà davvero un treno sostenibile e per quale motivo?
È un treno sostenibile perché, dagli studi fatti, il progetto all’interno del quale si troverà il tubo sottovuoto avrà un sistema di pannelli solari e un sistema energetico per cui introdurrà energia non solo per far muovere il treno stesso, ma anche per poterla ridare al territorio. Tant’è che stiamo lavorando anche con dei partner che producono e vendono energia elettrica, quindi grossi player internazionali e non solo nazionali, a 360 gradi. È un sistema che produce energia, quindi non riguarderà soltanto la realizzazione di un sistema di trasporto merci, ma anche la realizzazione di un sistema che produce energia: una vera e propria una rivoluzione nel sistema della logistica.
• Voi state pensando anche ad un sistema di droni per la sanità… è corretto?
All’interno del progetto della mobilità e della logistica stiamo studiando anche il sistema di trasporto con droni, proprio perché riteniamo che una concessionaria del futuro che si occupa di mobilità e logistica debba prevedere quali possano essere tutte le future origini di mobilità previste e quindi stiamo studiando anche un sistema di trasporto con droni elettrici, che faccia trasporto di merci e perché no, anche di passeggeri, un giorno.
Noi stiamo correndo molto sulla ricerca, però sia in Asia, in Cina e India, in Nord America, negli Stati Uniti e in Canada sono molto avanti. È un po’ come la scoperta del continente americano, quando ci siamo convinti che la Terra non fosse piatta, ma rotonda e si potesse navigare, e quindi che si potesse arrivare in India, anche se poi si è trovato un altro continente. Lo stesso discorso vale per noi: stiamo partendo con questo esperimento e tra 18 mesi vi diremo esattamente cosa abbiamo trovato e dove saremo, e tra 4 anni cosa realizzeremo.
• Grazie Ingegnere, ci ha dato delle bellissime prospettive di trasporto.
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