Un ciclo di conferenze promosse dalla Società Dante Alighieri di Treviso
TREVISO. La sezione della Società Dante Alighieri di Treviso, oltre al suo precipuo interesse per Dante e la Divina Commedia, ha proposto in questo periodo un ciclo di conferenze intitolate “Humanitas ed Urbanitas”.
Lo scopo è quello di combattere la violenza che sta emergendo sempre di più nei comportamenti sociali degli individui, ed in particolare dei giovani, con delle suggestioni culturali che inducano a riflettere e a proporre dei comportamenti alternativi ispirati al Rispetto.

Il Rispetto
Concetto che è stata eletto “ parola dell’anno” per la Treccani e che è stato evidenziato anche nel discorso di fine del Presidente della Repubblica agli Italiani.
Mattarella ha evidenziato come il rispetto verso gli altri rappresenta il primo passo per una società più accogliente, più rassicurante, più capace di umanità. Il primo passo sulla strada per il dialogo, la collaborazione, la solidarietà, elementi su cui poggia la nostra civiltà.
Proprio per questo sono stati pensati quattro interventi di quattro donne, eminenti studiose, che nei martedì del mese di febbraio presso la Sala Guadagnin di Palazzo Rinaldi alle ore 17, ciparleranno di come nel tempo queste tematiche si sono sviluppate ed hanno proposto dei modelli culturali.
La prima conferenza, che si è tenuta il 14 gennaio , era intitolata : “Oltre la negazione della violenza: la riflessione etico politica di Judith Butler”ed era a cura di a cura di Gigliola Rossini.
Il secondo incontro del ciclo si terrà il 22 gennaio con il titolo “Humanitas e urbanitas ” nelle relazioni umane “Le satire di Orazio: laboratorio di buona creanza” a cura di M. Antonia Piva.
Seguirà il 28 gennaio “Humanitas e urbanitas ” nelle relazioni umane a cura di Clelia De Vecchi,
Conferenza”del fare e del chiedere/fia primo quel che tra gli altri è più tardo(Paradiso XVIIvv.73-75) ovvero Modelli di comportamento da Cicerone al Rinascimento” a cura di Clelia De Vecchi.
Il ciclo si concluderà il 4 febbraio con un intervento di Gianfranca Melisurgo su:”I destini di humanitas e urbanitas nel Galateo del Duemila: parole , opere ed omissioni”.
Come si può rilevare dai titoli dei contributi delle varie esperte, si può evincere come un dibattito sul futuro dell’umanità sia necessario e sulla modalità con cui questa deve essere espressa ed interpretata.
La Società Dante Alighieri
Ancora una volta, il Comitato della Dante Alighieri di Treviso, inserito nella rete dei 401 Comitati attivi in 79 Paesi, di cui 81 in Italia, dimostra il suo spessore culturale non solo nei riguardi di Dante, ma è sensibile verso le istanze della cultura e della società.
Infatti è uno dei più antichi in Italia e fu fondato l’8 maggio 1900.
Ricordiamo inoltre in questa occasione che la Società nazionale Dante Alighieri è la più antica istituzione italiana per la diffusione della nostra cultura nel mondo, “battezzata” così dal poeta Giosuè Carducci nel 1889, con lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana.
Quindi non solo “La Bellezza salverà il mondo” come affermava una frase celebre di Dostoesvkij, ma soprattutto la Cultura, quella con la C maiuscola, che ci permette di vedere le cose oltre le apparenze e che ci crea quella capacità critica che ci permette di leggere la realtà complessa che ci circonda con contezza e consapevolezza. Quindi vi invito a partecipare a queste interessanti opportunità, certa che stimoleranno riflessioni ed opinioni, nonché comportamenti virtuosi,
Crediti fotografici: Società Dante Alighieri Treviso
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