Frankie Knuckles, fu padre putativo della House tra Chicago, New York e i club più cool, che fecero storia
Siamo negli anni 70, per la precisione nel 1972 e il giovane Frankie ha un solo pallino, segnare la storia della musica. Con Nicky Siano, proprietario del locale e il magnifico Larry Levant con cui condivide talento e amicizia suona al Gallery per poi approdare al Continental Baths.
La folgorazione del mixaggio, invenzione geniale che prevedeva la “continuità” del suono nei Club, senza alcun tipo di pausa e l’uso del terzo piatto, per potersi avvalere di suoni ed effetti speciali fecero da spartiacque. Qualcosa di grosso stava accadendo.
Ma non solo, quando l’anno seguente Larry Levan lasciò il locale Frankie ne assunse le redini, ma il prossimo Club arriva nell’immediato e ha un nonne altisonante: Paradise Garage, il locale leggendario di Larry.
E l’ennesima occasione arriva quando nel 1976 una proposta arrivò a Larry, ed era quella di “lanciare“ nel firmamento dei club un altro locale a Chicago, ma non volle trasferirsi. Suggerì, neanche tanto sommessamente il nome di Frankie Knuckles, per la selezione musicale. Una garanzia.
“Warehouse“, questo il nome del locale e Knuckles recuperando sapientemente vecchie sonorità, soul funky e Jazz le fece sue rielaborandole con sintetizzatori e registratori. Ma sopra la consolle ci mise il suo enorme talento contribuendo ad evolvere definitivamente la figura del dj, da mero selezionatore di brani musicali a vero e proprio artista, capace di intrattenere e creare.
E fu proprio la discoteca Warehouse, culla della. musica da ballo di Chicago, ora nominata monumento di interesse nazionale dal consiglio comunale della città dell’Illinois, a consacrare definitivamente il genere, che divenne popolarissimo.
House appunto, da Warehouse.
Photo credit by Wikipedia
Instacult di Mauro Lama
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