Riaperto il caso dell’omicidio di Chiara Poggi: voglia di verità o ricerca di visibilità?
L’omicidio di Garlasco
Chiara Poggi, è stata uccisa il 13 agosto del 2007 nella sua casa a Garlasco, in provincia di Pavia. Per la sua morte è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima.
Oggi, a 18 anni da quel terribile delitto, c’è un nuovo indagato, Andrea Sempio. All’epoca 19 enne, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, suo coetaneo, Andrea ha dovuto sottoporsi al prelievo del DNA.
Assente non giustificato in questa riapertura del caso, il movente, questo sconosciuto.
La strage di Erba
L’11 dicembre del 2006, ad Erba, in provincia di Como, furono uccisi a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, 30 anni, suo figlio Youssef Marzouk di soli 3 anni, la madre di raffaella, Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.
Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio fu colpito con un fendente alla gola e creduto morto dagli assalitori. Frigerio riuscì a salvarsi grazie ad una malformazione congenita alla carotide che gli evitò la morte per dissanguamento.
La strage avvenne nell’abitazione di Raffaella Castagna e, dopo il delitto plurimo, l’appartamento fu dato alle fiamme.
La condanna all’ergastolo
La strage fu compiuta dai coniugi Olindo Romano e Rosa Angela Bazzi che abitavano in un appartamento sottostante quelli delle vittime. Il delitto di Erba venne riconosciuto da tutti come “uno dei crimini più atroci della storia d’Italia”.
La fase giudiziaria fu lunga e complessa. Colpi di scena a non finire, tra i quali i cambi d’opinione e di accuse del marito della vittima e padre del bimbo ucciso, Azouz Marzouk.
Solo qualche giorno fa, precisamente il 10 marzo 2025, la Cassazione ha rigettato la richiesta della revisione del processo, accusando chi l’aveva richiesta, di aver per avere visibilità mediatica.
E di quella stiamo parlando: la ricerca spasmodica di visibilità. A spese di chi? Certamente con grande dolore da parte dei parenti delle vittime.
Casi sempre bollenti
E la lista delle richieste di riapertura delle indagini può continuare con altri casi. C’è da chiedersi, a quando la revisione del matricidio di Cogne e dell’omicidio di Brembate di Sopra?
Luciano Garofano, biologo ed ex comandante del Ris di Parma, è il consulente della difesa di Andrea Sempio per gli aspetti genetici. Il consulente ha dichiarato che questo di Garlasco sembra essere un mero esercizio narcisistico.
“Da qualche anno c’è una corsa a riaprire casi dopo sentenze definitive – ha commentato Garofano – occorre fare i conti con due fattori: la presenza, appunto, di nuovi elementi, e il fatto che anche la scienza è imperfetta. Se non si ragiona così allora a questo punto tutti i casi andrebbero riaperti”.
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