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Holi, il fenomeno da mezzo milione di persone in anteprima all’Aperyshow Charity Event

3 minuti di lettura

Il Festival più colorato e di tendenza che l’estate scorsa ha spopolato in tutta Italia con tappe sold out annuncia la sesta edizione con una spettacolare anteprima al famoso festival nel Padovano. “Siamo orgogliosi di presentare la nuova edizione dell’Holi in un contesto così prestigioso e fondato su grandi valori umani come la solidarietà. Valori che sono alla base anche del nostro festival”. Dicono i fondatori dell’evento, Fabio Lazzari e Marco Bari.
 
 
Tre, due, uno et voilà! Miriadi di arcobaleni spettacolari che colorano il cielo e le folle di migliaia di persone, di tutte le età e provenienze che a ritmo della musica ballano e cantano tutti insieme. Questa è una delle tantissime fotografie che negli ultimi cinque anni ha spopolato in tutti i media e i social network; un autentico fenomeno di massa: l’Holi il festival dei colori.
 
 

Cos’è l’Holi

 
Il festival è stato originariamente ideato e portato in Italia da due giovani organizzatori di eventi; il vicentino Marco Bari e il trevigiano Fabio Lazzari dopo le loro esperienze in India e dopo aver vissuto sulla loro pelle la famosa festa indiana “Holi”. Il successo è stato travolgente, cinque edizioni con raffiche di tappe in città, parchi, spiagge di tutta Italia; l’evento ha registrato un sold out dopo l’altro per un totale di mezzo milione di partecipanti. Non solo. E’ stato l’unico Holi ad entrare nelle sale cinematografiche, protagonista delle riprese del film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi.
 
 
L’esordio della sesta edizione è una spettacolare anteprima in un contesto prestigioso; il 25 aprile all’”Aperyshow Charity Event”, a Piazzola sul Brenta (PD), il famoso festival proclamato dalla Dance Music Awards come “Miglior Festival 2018”. Solo l’anno scorso ha contato oltre centomila presenze; 250 artisti italiani e internazionali che hanno donato i propri show alla causa, oltre mille volontari, 135 mila euro raccolti e destinati in beneficenza.
 
 
Un debutto di respiro internazionale che preannuncia una stagione targata Holi ad alto impatto sociale. Del resto, gli event manager sono ormai abituati a far parlare di sè e del loro festival, basti ricordare tra tutti il clamoroso caso della foto del bacio colorato di due innnamorati che ha fatto in poche ore dalla pubblicazione decine di migliaia di like e condivisioni su Instagram e Facebook. Fabio Lazzari: “Siamo orgogliosi di presentare la sesta edizione dell’Holi in un contesto così prestigioso e fondato su grandi valori umani come la solidarietà. Valori che sono alla base anche del nostro festival”.
 
 

Com’è nato l’Holi

 
Come funziona il festival è ormai noto a tutti, tanta musica dalla consolle dei dj, il vocalist che annuncia il countdown e alla fine tutti che lanciano in aria o addosso le polverine colorate e via si balla e si canta tutti insieme; ma pochi sanno da dove deriva questo format che ha ispirato i due event manager. Holi è una festa indiana durante la quale interi popoli dei villaggi dell’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan si lanciano sacchi di polverine colorate e gavettoni per celebrare la rinascita e l’amore e la definitiva sconfitta del male in favore del bene. La ricorrenza cade i primavera ed è portatrice di messaggi positivi universali, di amicizia, fratellanza e amore.
 
 
Marco Bari: “Il nostro festival non si riduce ad un evento per divertirsi, ma è un maniera contemporanea, un veicolo per trasmettere i valori genuini di questa antica ricorrenza e soprattutto per manifestare l’anima solidale che sta alla base di tutto e per la quale abbiamo ideato il festival”. Infatti, ciò che distingue l’Holi il Festival dei colori dagli altri format che lo imitano sull’onda della viralità del fenomeno, è lo scopo solidale.
 
 
Fin dall’esordio del festival, Lazzari e Bari raccolgono fondi per la Fondazione Fratelli Dimenticati che aiuta i bambini audiolesi di un villaggio in India. La Fondazione Fratelli Dimenticati è una onlus di Cittadella, nel Padovano, che finanzia un progetto a Nandanagar, un villaggio nel Nord-Est dell’India dove nel 2006 è stata istituita la Ferrando School; un istituto che accoglie bambini audiolesi con l’obiettivo di intervenire precocemente nella diagnosi e nella cura della sordità attraverso percorsi terapeutici.

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