CiboItaliaMondoSalute

Ho imparato a cucinare senza glutine

3 minuti di lettura

Si fa presto a dire celiachia. È più difficile, invece, cambiare letteralmente vita quando questa patologia autoimmune cronica, che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti – di cui 7 su 10 sono donne – si affaccia in famiglia. In cucina bisogna cambiare tutto, studiando e reinventando le ricette che, alla fine, sono anche più buone e leggere. Nella Giornata Mondiale della Celiachia, vi racconto la mia storia.

VENEZIA – Bruciori di stomaco fortissimi, stanchezza, mancanza di lucidità. Solo per citarne alcuni. Per un anno e più abbiamo combattuto contro il mondo intero. Perché è facile etichettare una figlia come anoressica visto che non mangia, perde peso e deperisce. Ed è altrettanto semplice, per non dire scontato, decidere che è colpa della gestione materna, bisognosa di uno psichiatra per il “difficile” rapporto con la suddetta prole.

La prima reazione è colpevolizzarsi e chiedersi dove si è sbagliato. È naturale. Quale mamma non lo farebbe? Poi però sorge il dubbio: e se non fosse anoressia?

La fortuna ha voluto che, per mestiere, avessi partecipato a numerose conferenze sul tema e vivessi accanto ad amici con sorelle anoressiche. Mai, e sottolineo mai, mi sono trovata davanti a adolescenti che, guardandosi allo specchio, piangessero perché “perdevano” i pantaloni.

È stata la chiave di volta. Dovevo approfondire. Ma mica è facile investigare se anche i medici etichettano la questione come un problema psicologico e, in cuor tuo, sai che invece non è così.

Ho rischiato. E ho cominciato a nutrire la fanciulla con cibo privo di glutine, continuando a mendicare, letteralmente, una diagnosi approfondita, uno “sguardo oltre” l’apparenza.

È stata una bella lotta.

La celiachia, se non diagnosticata in fretta, è una brutta bestia. Ti fa perdere la cognizione del tempo e dello spazio, ti porta a uno stato di depressione quasi cronica. Stai sempre male e non sai che fare. Mangiare è l’ultimo dei tuoi pensieri. Anzi, è un incubo.

E dimagrisci. E dimagrendo perdi le forze. Le persone ti fermano per strada esprimendo solidarietà a un problema di cui ignorano l’origine, con quello sguardo di compatimento per la situazione, sfornando i consigli più disparati e inutili.

Il soggetto, inevitabilmente, si chiude in se stesso. Tra i dolori lancinanti e l’atteggiamento generale affiora prepotente il “male di vivere” montaliano e in cima alla muraglia ci sono davvero tanti cocci aguzzi di bottiglia.

Per raccontare tutta la storia ci vorrebbe un libro intero. La sintesi è che, dopo un anno di guerra col mondo, processioni dai gastroenterologi e affini, riusciamo a ottenere di effettuare alcuni test. Se gli IGE (test per verificare la presenza di allergeni, semplifico) in un soggetto sano segnalano già una possibile sensibilizzazione tra 0.10 e 0.35, mentre quella molto alta varia da 17.5 a 100, noi ci siamo trovate davanti a valori di svariate migliaia. Dopo un anno che si mangiava senza glutine.

Allora sono arrivate le scuse. E l’inevitabile “ma guarisce?”. No. Dalla celiachia non si guarisce. Primo perché non è una vera e propria malattia, secondo perché non puoi guarire un fisico che rigetta un determinato tipo di cibo.

Però puoi imparare a conviverci allegramente, in totale serenità. Basta avere pentole e suppellettili dedicate, sterilizzare tutto in lavastoviglie, munirsi di farina di riso e affini e imparare a fare il pane, le torte e qualsivoglia pietanza.

E così ho imparato a cucinare – e a mangiare – senza glutine. E a evitare la maggior parte dei ristoranti. Ma questa è un’altra storia.

La celiachia è una reazione immunitaria all’assunzione di glutine: a lungo andare questa produce un’infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue e impedisce l’assorbimento di alcuni nutrienti. Se non diagnosticata e curata, scatena un’infiammazione a livello del piccolo intestino – intestino tenue – che impedisce il corretto assorbimento dei nutrienti compromettendo la salute della persona interessata.

Continuando a mangiare cibo con il glutine, si danneggiano le strutture fondamentali dell’intestino tenue, i villi intestinali, “causandone un appiattimento e di conseguenza un’incapacità di  assorbire i nutrienti – spiega Humanitas. – Il danno intestinale può causare perdita di peso, gonfiore e talvolta diarrea. Il malassorbimento in particolare di vitamine e oligoelementi può causare danni a diversi organi, tra cui sistema nervoso, osseo, apparato riproduttivo, sistema sanguigno. Non esiste una cura specifica per la celiachia, l’unico trattamento efficace consiste nella rigorosa eliminazione del glutine della dieta”.

Come spiega l’Istituto superiore di sanità, In media, in Italia ogni anno vengono effettuate circa 9mila diagnosi di celiachia. Nel 2021 in Italia c’erano 241.729 celiaci di cui il 70% (168.385) appartenenti alla popolazione femminile e il restante 30% (73.344) a quella maschile. La maggioranza dei celiaci diagnosticati si trova in Lombardia (18,2%) e, a seguire, nel Lazio (10,2%), in Campania (97%,), in Emilia Romagna (8,1%). Nel complesso, la celiachia colpisce circa l’1% della popolazione generale.

È quanto si legge nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia realizzata dalla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della salute, con il contributo dell’Istituto superiore di sanità.

Articoli correlati
Le eccellenzeMarca TrevigianaSaluteSlide-main

"Giovanni XXIII" di Monastier nella Guida dei 100 Ospedali di Eccellenza 2024

1 minuti di lettura
Il Presidio Ospedaliero di Monastier primeggia tra le cinque strutture sanitarie trevigiane menzionate nella Guida tedesca. MONASTIER (TV) – Sono il “Giovanni…
ItaliaSlide-mainSport

Italia forza 5

2 minuti di lettura
Grazie alle qualificazioni di Roma, Fiorentina e Atalanta, nella prossima edizione di UEFA Champions League l’Italia parteciperà con ben 5 squadre. Il…
AttualitàCiboSaluteSlide-main

L'importanza del fegato

2 minuti di lettura
Oggi, 19 aprile,  si celebra il World Liver Day, la giornata mondiale del fegato, ghiandola essenziale per le funzioni metaboliche del nostro…