Un nuovo libro e una mostra internazionale raccontano il dialogo tra arte e tecnologia: Michelangelo, Carrara e il futuro della creatività
VENEZIA – È già disponibile in libreria The Idea of Sculpture and Helena Bacardi, il volume curato da Roberta Semeraro per Maretti Editore, uscito a ottobre 2025 nella collana Arte. Il libro accompagna la mostra dedicata all’artista cubana Helena Bacardi, visitabile fino al 19 novembre a Palazzo Bollani, e raccoglie riflessioni sul rapporto tra scultura e intelligenza artificiale, tema centrale di questa stagione culturale.
Non si tratta di un semplice catalogo, ma di un’opera bilingue (italiano e inglese) che documenta il percorso espositivo e le domande universali poste ai visitatori: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Tre sezioni che hanno trasformato la mostra in un laboratorio di pensiero condiviso.
Durante un’intervista con la curatrice Roberta Semeraro, sono stati affrontati diversi argomenti legati al libro e alla mostra dedicata a Helena Bacardi: dall’idea editoriale al dialogo con Michelangelo, dal ruolo della robotica nella scultura fino alle sfide dell’arte contemporanea.





Come nasce l’idea del libro?
“L’idea è nata dal desiderio di andare oltre il catalogo tradizionale. La mostra, infatti, non si limitava a presentare le opere, ma invitava i visitatori a riflettere su tre domande fondamentali: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?. Il libro raccoglie queste riflessioni e le trasforma in un percorso editoriale bilingue, rivolto a un pubblico internazionale. È quindi testimonianza di un dialogo vivo tra artisti e spettatori, che ha reso l’esperienza espositiva un laboratorio di pensiero condiviso”
Perché mettere in dialogo Bacardi con Casa Buonarroti e il Museo dei Bozzetti di Pietrasanta?
“La scelta è stata guidata dalla volontà di confrontare la tradizione con l’innovazione. Le sculture robotiche di Bacardi sono state accostate alle maquette del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta, simbolo del passaggio creativo tra idea e opera finita. Questo confronto ha evidenziato ciò che rischia di andare perduto: la manualità e l’esperienza dell’artigiano. Il prestito dei disegni di Michelangelo dalla Casa Buonarroti di Firenze ha dato prestigio e validità scientifica all’iniziativa, rendendo la mostra un evento di grande rilievo.”


In che modo la robotica ha influenzato il processo creativo dell’artista?
“La robotica, in teoria, dovrebbe essere un supporto tecnico, uno strumento che facilita la realizzazione dell’opera. Tuttavia, il rischio è che finisca per sostituire la mano dell’artigiano e l’esperienza umana. Questo solleva interrogativi sul futuro della scultura: se l’intelligenza artificiale prende il controllo dei processi creativi, l’arte rischia di perdere la sua essenza. È un tema delicato, che richiede agli artisti di mantenere sempre la regia del proprio lavoro.”





Che ruolo ha la musica nella mostra?
“La mostra è stata accompagnata dal brano Stai, Stai di Emanuel Dimas de Melo Pimenta, allievo di John Cage. La composizione mette in dialogo la musica elettronica con il battito dello scalpello sulla pietra, creando un ambiente immersivo. Il suono diventa così ponte tra intelligenza umana e artificiale, riflettendo la stessa dualità che caratterizza le sculture di Bacardi. È un modo per rendere percepibile, anche a livello sensoriale, il dialogo tra materia e macchina.”
In che modo l’esperienza estetica può stimolare l’intelligenza umana?
“L’arte è da sempre un potente veicolo di crescita cognitiva e affettiva. In un’epoca in cui governi e multinazionali investono enormi risorse nell’intelligenza artificiale, sarebbe opportuno investire anche nel potenziamento dell’intelligenza umana. Il libro e la mostra sottolineano proprio questo: l’esperienza estetica non è un lusso, ma un mezzo per stimolare la mente e contribuire all’evoluzione dell’uomo.”
Qual è la sfida più urgente per l’arte contemporanea?
“La sfida principale è mantenere il controllo dei processi creativi. Se l’arte si piega ai sistemi produttivi, rischia di diventare un prodotto industriale e di perdere la sua autenticità. L’intelligenza artificiale ha un potenziale enorme, ma proprio per questo è necessario vigilare: l’arte deve restare espressione libera e non ridursi a mera produzione.”
L’intelligenza artificiale è collaboratore creativo o strumento tecnico?
“Oggi dovrebbe essere considerata uno strumento. Tuttavia, la sua evoluzione, nutrita dalla memoria e dall’intelligenza umana, potrebbe portare a capacità creative autonome. È una domanda aperta, alla quale non esiste ancora una risposta definitiva. Molti programmatori ipotizzano che, grazie ai sensori, le macchine possano un giorno sviluppare forme di creatività proprie.”
Guardando al futuro: nuova classicità o transumanesimo?
“Più che una nuova classicità, si prospetta un transumanesimo. Un’epoca in cui l’uomo si confronterà con ciò che ha creato, come già narrato dalla letteratura e dal cinema distopico. Non sappiamo quali saranno i principi di questa nuova fase, ma è certo che l’arte avrà un ruolo fondamentale nel raccontare e interpretare questo passaggio.”
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