Più che un testa a testa un corpo a corpo, senza esclusioni di colpi
STATI UNITI D’AMERICA. Una campagna elettorale che non si era mai vista, che non ha risparmiato colpi di scena, pallottole, minacce, comizi e star. Ma sopra ogni cosa il voler sopraffare l’avversario con qualunque mezzo, ma pare che le regole sotto questo fronte siano saltate tutte. Inequivocabilmente.
Kamala Harris, salita sul carro dopo la resa incondizionata di Joe Biden si dimostra immediatamente empatica e, seppur con l’esperienza che latita risale la china delle preferenze contro Trump, il tycoon che vuole accarezzare ancora il sogno di guidare gli Stati Uniti d’America, con ogni mezzo e narrativa, beccandosi anche 2 pallottole sul palco.
La disfida tra i due è un caravanserraglio irto e clamoroso, contenente due candidati pronti a diventare star, calpestando un Odeon dove veramente “tutto quanto fa spettacolo”.
Il crinale tra lo show e la politica è veramente labile, in una piece teatrale dove non c’è nulla di sobrio, tutto deve essere portato all’ennesima potenza, presentando i programmi ma sempre attenti a sbriciolare i punti fermi del contendente.
E, sullo sfondo, l’inquietante scenario di possibili disordini, che sembrano fare capolino qualunque sia il risultato finale, che al netto di chi ha già espresso la preferenza a distanza appare clamorosamente equilibrato, un testa a testa desideroso della conta finale, scheda dopo scheda, voto dopo voto.
Per eleggere il nuovo inquilino della Casa Bianca.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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