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Guida alla videoludica: la categoria del gamer completista

3 minuti di lettura

Nel corso degli ultimi anni il settore della videoludica ha visto aumentare in maniera considerevole il numero di utenti e di categorie a cui fare riferimento. Proprio per questo motivo risulta importante eseguire delle ripartizioni tra le tante piattaforme utilizzate, senza dimenticare il ruolo attivo e la funzione degli utenti coinvolti. Tra le categorie di utenti attivi quella di cui si conoscono meglio i connotati fondamentali è probabilmente quella dello streamer intrattenitore, il quale per forza di cose è diventato sempre più popolare e conosciuto. Tanto da arrivare a pensare, per i non addetti ai lavori, che si tratti della figura centrale all’interno del contesto degli appassionati di gaming. Una cosa vera, ma non del tutto esaustiva, dato che vi sono delle ulteriori categorie, considerate non a caso più in alto in un’utopica scala gerarchica. Del resto il mondo dei videogiochi non è così dissimile, come qualcuno potrebbe pensare, rispetto agli appassionati e collezionisti di musica, libri, cinema e fumetti. Spesso anzi le categorie coincidono ed è proprio per questa ragione che oggi abbiamo deciso di approfondire questo argomento, dato che i videogames sono sempre più presenti nelle classifiche di svago, divertimento e relax per un numero considerevole di utenti che abitano le blogosfere del web.


Categoria di giocatori: il completista

Secondo il critico di videoludica Marco Accordi Rickards, il completista è quel tipo di giocatore che punta a completare ogni aspetto di una esperienza interattiva. I videogiochi hanno favorito praticamente sin dalle sue origini questa tipologia di utente. Tale categoria è nettamente staccata da un altro ambito come quello degli appassionati cinefili, dato che è abbastanza scontato che chi si approccia al mondo del cinema, sia pure in versione privata e domestica, stile home video, vedrà la pellicola dall’inizio alla fine. Differente il discorso per il campo dei videogiochi, dove ad esempio ai tempi dei cabinati coin-op, era possibile in molti casi non vedere mai la conclusione di un determinato titolo, né tantomeno tutti i diversi livelli che lo componevano.


Le caratteristiche fondamentali del completista

La crescente complessità di esperienze interattive ha quindi determinato una maggiore quantità di contenuti, e la conseguente introduzione di indicatori che segnalano al giocatore fino a che punto è arrivato nel gameplay, solitamente attraverso una determinata percentuale. Questo aspetto rende il videogame molto simile al contesto del gambling online, dove possiamo prendere come esempio una attrattiva quale le slot machine giochi dove ogni singola partita può avere un esito, di tipo vincente o meno, in base all’abilità di chi vi accederà.

Ora il motivo per cui il completista rientra nella categoria degli hardcore gamers, cioè dei giocatori più accaniti e che dedicano una porzione importante del proprio tempo libero, è dato dal fatto che il completamento dello stesso viene intrapreso come una sfida. Il completamento di un gioco è lo scopo stesso della partita e di questo tipo di passione, che voi ci crediate o meno. Passa quindi in secondo piano la componente prettamente narrativa, come anche l’eventuale apprezzamento delle meccaniche del singolo gioco. Questo non vuol dire che il completista non è capace di apprezzare tali aspetti, ma non è quello lo scopo del suo modo di intendere un gioco.


Considerazioni finali sul ruolo del gamers oggi

Nonostante potrebbe apparire bizzarro e un po’ paradossale, l’industria videoludica favorisce, fino a un certo livello, questo atteggiamento. Da molti anni i videogiochi hanno affiancato alla sfida basilare anche una sfida di aspetto più meta-ludico, sotto forma dei cosiddetti achievement, ossia gli obiettivi di gioco. Gli obiettivi si sbloccano quando si superano le fasi cruciali del gioco, offrendo una ulteriore sfida al completista, tramite richieste che esulano dalla narrazione e dalla missione principale del gioco. Questo tipo di sfide sono state introdotte per aumentare il numero di ore passate davanti a un determinato titolo. Nonostante questo aspetto per un profano potrebbe apparire come una discriminante, per gli appassionati è invece un motivo in più per giocare e per praticare un videogame, piuttosto che passare oltre. Il completista oggi grazie alla connettività online può postare sul proprio profilo social (Youtube, Twitch, Facebook) i risultati conseguiti, accumulando uno specifico punteggio che testimonia la sua abilità coi videogames. Per chi conosce il fenomeno degli arcade games e della tendenza del retrogaming, è come quando si accedeva un cabinato in sala gioco e si leggeva il nome e il punteggio record di un coin- op.

Foto di Hello I’m Nik da Unsplash

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