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Guarita dal Covid, dona il plasma due volte

Non farà bene a tutti, ma qualche vita la salva. Anzi, più di qualche vita, se il Veneto ha scelto di creare la banca del plasma e il centro trasfusionale di Mirano ha corteggiato la veneziana FM per i suoi fortissimi anticorpi, tanto da chiederle un secondo “dono” dopo aver prelevato il primo qualche settimana fa.
 
“Tutto è iniziato il 23 dicembre scorso – racconta F – poi mi sono portata appresso il Covid per due mesi, e la stanchezza ancora imperversa. Soffro di cefalee e ho dovuto lottare con fortissime emicranie, nausea, inappetenza. Fortunatamente nessun problema di saturazione né per me né per i miei familiari. Ma la tosse secca è durata due mesi e mezzo”.
 
Un tampone fatto più per scrupolo, giacché sembrava inizialmente una banale influenza, e quel positivo che ha sconvolto tre vite.
 
“Mio marito e mio figlio non ci volevano credere. Io sono andata nel panico. Fa paura, è inutile nascondersi. E poi portarlo a casa alla tua famiglia è devastante. Siamo stati curati dal nostro medico di famiglia e ci ha supportati anche un amico medico del Centro Covid di Arezzo”.
 

Guarire con la terapia domiciliare si può

Lo dimostrano le innumerevoli testimonianze di persone impaurite, a volte disperate, spesso senza risposta se non “tachipirina e vigile attesa” che si sono rivolte a quel faro nella notte che è il gruppo Facebook privato – ma ci si può iscrivere senza problemi – #TERAPIADOMICILIARECOVID19 in ogni Regione, che attualmente conta più di 400mila iscritti, in continua crescita. Fondato dall’avvocato Erich Grimaldi, curato e seguito con immenso amore da moderatori volontari, ha al suo interno medici, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti provenienti da ogni parte d’Italia. Tutti animati dallo stesso fuoco sacro: salvare vite evitando il ricovero.
 

Come ho preso il Covid

“Uso l’Amuchina da sempre, abbiamo usato da subito le mascherine FFP2: non ci spiegavamo dove fosse avvenuto il contagio, finché con il medico di Arezzo, dopo un’attenta analisi dei miei comportamenti, siamo arrivati alla conclusione che sia molto plausibile io l’abbia contratto da contatto, sul tram”.
 
Non a caso, un medico ha consigliato alla sottoscritta di disinfettare con l’alcool tutta la spesa una volta arrivati a casa. Magari vi sembrerà eccessivo, ma male non fa.
 

“Chi viene a donare il plasma, deve trovare un ambiente sereno e accogliente”

 

“Questo è ciò che mi sono sentita dire al centro trasfusionale di Mirano, in provincia di Venezia, quando sono andata a donare il plasma. Sono stata accolta da persone e medici eccezionali. Volevo farlo con tutte le mie forze. Ho avuto inizialmente qualche difficoltà, ma una volta compreso che il mio sangue era perfetto per la donazione, tutto è cambiato. Addirittura, caso alquanto singolare di cui sono sorpresi i medici stessi, i miei anticorpi aumentano. Se prima ne avevo 265, dopo la donazione sono saliti a 320. Quindi sono pronta per donare una seconda volta, forte della consapevolezza che due giovani amici, in condizioni difficili, sono stati salvati proprio dal plasma iperimmune. Mi auguro che il mio sangue possa aiutare chi è stato meno fortunato di me”.
 

Un ultimo consiglio a chi sta ancora lottando col Covid

“Spesso sento dire come, se una famiglia è positiva, si possa stare tutti insieme. Sia ad Arezzo sia qui a Venezia a me è stato dato un consiglio diverso: stare separati – certo se è possibile – ognuno nella propria stanza, perché c’è il rischio che la propria carica virale amplifichi i sintomi dei congiunti.  Utilizzare materiali usa e getta, quando si mangia, di certo aiuta. Infine, una volta guariti, abbiamo disinfettato tutto con l’ozono”.

Plasma iperimmune: chi può donare e dove in Veneto

Credits foto: Avis Regionale Veneto

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