Da gennaio 2020 al maggio 2020, periodo di massima virulenza della pandemia, il Covid 19 nel mondo ha fatto 237.489 vittime, la malaria 327.267 morti, 357.765 i suicidi, 450.388 gli incidenti stradali, il cancro 2.740.000, le malattie infettive 4.331.251 vittime.
E’ evidente quindi che tra le tante calamità che colpiscono l’umanità il Covid 19 è quello meno pericoloso.
Nonostante questo si è giunti all’introduzione della vaccinazione contro questo virus tanto stringente da renderla quasi un obbligo,vedi introduzione del green pass, senza specificare però che i sieri genici usati sono in sperimentazione che avrà termine il 31 dicembre 2023. Così facendo si è sta proponendo con insistenza la sperimentazione su esseri umani piuttosto che su cavie.
Tutto questo è in netto contrasto alla volontà del Consiglio d’Europa che, con la risoluzione n. 2361 del 14 giugno 2921, stabilisce la non obbligatorietà della vaccinazione, la impossibilità di operare discriminazioni tra soggetti che decidano di sottoporsi a trattamento sanitario e quelli che invece ne sono contrari. Inoltre il consenso libero ed informato non deve essere una formalità, ma il soggetto che si sottopone al trattamento sanitario deve conoscerne chiaramente le conseguenze tra cui anche il decesso.
Infine va ricordato che la Costituzione Italiana all’art. 32 recita: “ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Oggi con l’avvento del green pass, che di fatto sta dividendo la popolazione in due categorie con conseguente discriminazione, e l’obbligatorietà del siero genico, e non vaccino, ad alcuni lavoratori si sta contravvenendo a quanto disposto dal Consiglio d’Europa ed a quanto sancito dal predetto articolo della Costituzione Italiana.
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