L’ex capitano della Nazionale italiana di calcio femminile Sara Gama ha annunciato il suo addio al calcio giocato a fine stagione
TORINO – Prima o poi doveva succedere, il tempo in fondo passa per tutti. Ma gli appassionati di calcio femminile non erano ancora pronti alla notizia. A 36 anni l’ex capitano della Nazionale italiana e della Juventus Women Sara Gama ha annunciato sui suoi canali Social il ritiro dal calcio giocato.
Poco più di un anno fa aveva già detto addio al suo amore più grande, la Nazionale, che l’aveva vista protagonista per quasi 18 anni con 140 presenza e 7 gol. È di ieri invece il suo video in cui annuncia che è arrivato il momento di smettere. A causa di un serio infortunio al tendine d’Achille, la capitana della Juventus aveva ottenuto solo 4 presenze quest’anno. Da qui la decisione di appendere gli scarpini al chiodo alla fine di questa stagione che vede ancora mancare due partite di campionato e la finale di Coppa Italia con la “solita” Roma sabato 17 maggio.
Tante le reazioni e gli attestati di stima ricevuti in queste ore, perché Sara Gama non è solo una calciatrice, ma il vero e proprio simbolo del movimento calcistico femminile italiano. Un palmares fatto di 7 scudetti (l’ultimo proprio qualche giorno fa), 4 coppe Italia e 5 Supercoppe. Primo capitano della Juventus Women. Tante le sue battaglie, sul campo ma soprattutto fuori. Dalla lotta al razzismo a quella per la parità di genere.
Ex consigliera federale, poi Vicepresidente AIC. Una che la faccia l’ha sempre messa fino a essere la voce stessa del movimento per il raggiungimento dell’agognato professionismo nel calcio femminile. È stata la prima italiana a cui la Mattel si è ispirata per una delle sue celeberrime “Barbie” in edizione speciale per la Giornata Internazionale della donna. Diciassette donne da tutto il mondo scelte perché sono di ispirazione per le generazioni future. E lei di certo lo è per tutte le calciatrici italiane.
Iconico anche il suo discorso al Quirinale quando il Presidente del Consiglio Sergio Mattarella aveva ricevuto tutta la Nazionale italiana femminile dopo il sorprendente Mondiale 2019:
“Porto il numero 3 sulla maglia, è il numero tre della nostra bellissima Costituzione, quello che sancisce che siamo tutti uguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna”.
Numero 3, che è anche il titolo del documentario a lei dedicato dalla Rai. Il ritratto di una ragazza come tante, partita dai campetti di periferia del triestino per poi calcare i palcoscenici più importanti giocando con le maglie di Tavagnacco, Chiasellis, Brescia e Juventus. In mezzo anche due passaggi all’estero con Pali Blues negli Stati Uniti e Psg in Francia.
Sara Gama è un esempio di grinta, costanza e ideali. Ha reso possibile l’avverarsi del sogno di molte ed è una speranze per le nuove generazioni di calciatrici. La donna che è riuscita davvero a cambiare il volto del calcio femminile in Italia e sono certa che lo continuerà a fare anche senza gli scarpini ai piedi. Anche per questo grazie Sara Gama.
La lettera di Sara Gama
“Tutto è iniziato a Trieste.
Un pallone, i primi calci tirati senza pensarci troppo nel mio quartiere o sul lungomare di Barcola.
La prima squadra con gli amici di sempre, lo Zaule e poi la Polisportiva San Marco, la prima interamente femminile, un campo in mezzo alle acque del Villaggio.
Un pallone che mi ha portata a Tavagnacco e Chiasiellis, fuori casa ma pur sempre nelle terre friulane.
E poi molto più lontano: Los Angeles, calcio americano, avanguardia del femminile. Parigi, per la prima grande esperienza all’estero.
Sempre col mio compagno di viaggio, il pallone, il filo rosso che mi ha permesso di vivere emozioni indescrivibili inseguendo la mia grande passione.
Poi Brescia, le prime vittorie con un club.
E anche tanto azzurro, emozioni che non si dimenticano con la bandiera del proprio paese sul petto.
Tante partite, tanti paesi toccati in giro per il mondo. Il nostro europeo da giovanissime, che ci ha dato speranza, e quel Mondiale che ci ha regalato consapevolezza.
Infine, lei: la Juventus.
Tanti trofei e tante battaglie.
Ma soprattutto, un club che ha fatto diventare realtà anche i sogni che non sapevamo di avere.
Mille avventure vissute assieme a questi colori, quelli che ho indossato più a lungo dopo quelli azzurri.
Ma la cosa che porterò per sempre con me è la luce negli occhi delle mie compagne il primo giorno che abbiamo iniziato questo splendido cammino: era già tutto scritto lì.
Questi anni rappresentano un viaggio indescrivibile; e quello che resterà con me, come accade a tutti noi che viviamo di sport e di emozioni, sono le persone.
Le compagne con cui abbiamo lottato per conquistare vittorie sul rettangolo verde, e per qualcosa di più grande fuori.
Camminare fianco a fianco con voi in questo viaggio è stata per me la cosa più importante.
C’è tanta strada ancora da fare ma la percorreremo sempre una accanto all’altra, che sia in campo o che sia altrove.
Grazie alla mia famiglia per aver fatto la cosa fondamentale: lasciarmi libera di decidere il mio destino e di tracciare da sola la strada che volevo.
E grazie alle persone che mi sono state vicine in questi anni e che famiglia lo sono diventata.
E poi grazie a voi, tifosi.
Siete cresciuti insieme a noi. Sappiate che le vostre emozioni sono le nostre.
Da Trieste a Torino, passando per il mondo, il pallone va lontano ma torna sempre e quando lo fa porta con sé ciò che vale davvero: le persone, le emozioni, la vita.
Oggi quel pallone lo calcio e lo lascio andare. Con orgoglio, con gratitudine, con il cuore pieno: è il mio addio al calcio giocato. L’amore per questo sport e per le sue persone resta con me per sempre.“
Il comunicato della Juventus
“Sara, ci siamo.
Dopo 153 presenze raccolte in otto anni, decine di battaglie vinte insieme e 13 trofei a tinte bianconere aggiunti al tuo palmares – compreso quest’ultimo, dolcissimo Scudetto – è giunto il momento di fermarsi.
Avessimo potuto immaginarlo, difficilmente ne avremmo trovato uno migliore: con la Juventus Women che torna a vincere il campionato, in trionfo come così spesso è capitato in tutti questi anni in cui sei entrata a far parte della famiglia bianconera.
Protagonista dal primo giorno in campo e fuori con la fascia da capitano al braccio, per poi diventare simbolo e riferimento.
Una leggenda bianconera.
Una donna che, senza mezzi termini, ha cambiato la percezione dell’intero movimento sportivo nel nostro Paese.
Sara, hai rivoluzionato non solo la nostra squadra, ma tutto il calcio femminile italiano. Epitome del concetto di tenacia, di voglia di vincere, di resistenza. Di Juventus.
Ci sarà tempo per abituarsi all’idea di non vederti più in gruppo con la squadra, nello spogliatoio e al centro della nostra difesa: adesso, l’unica cosa che sentiamo di dirti è grazie.
Grazie per quello che ci hai insegnato e per tutto quello che hai fatto indossando la nostra maglia, la tua maglia. Sarebbe stato impossibile desiderare di meglio.“
Il Comunicato della Figc
Sui Social della Figc femminile il messaggio dedicato a Sara Gama:
“Per tutte le volte che in campo hai messo anima e sudore.
Per tutte le volte in cui fuori dal campo hai combattuto con le unghie e con i denti per le giocatrici di ieri, di oggi e di domani.
Per tutte le volte in cui la tua professionalità e la tua determinazione hanno lasciato qualcosa nelle persone che ti hanno incontrata.
Per tutte le volte in cui sei stata in prima linea senza mai indietreggiare di un passo.
Per tutte le volte in cui le bambine di questo Paese hanno sognato di fare del calcio la propria vita e il proprio lavoro.
Per tutto questo e per molto altro ancora, 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 Sara Gama.
Leggenda del calcio italiano.“

Photo Credits: Figc.it/juventus.com
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