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Granchio blu, allarme a Chioggia

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Chioggia. Un nuovo allarme riecheggia nella laguna di Chioggia: il granchio blu, specie invasiva originaria dell’Atlantico occidentale, sta causando danni ingenti all’ecosistema e alle attrezzature dei pescatori. A lanciarlo è uno studio commissionato dalla Fondazione della Pesca al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

“Come Fondazione della Pesca, in accordo con il Consiglio dell’Ente, abbiamo finanziato con un totale di circa 72.000 euro questo importante progetto”, ha dichiarato il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, in veste di Presidente della Fondazione della Pesca. “Con questa seconda parte completiamo lo studio che ha già fatto scuola in materia di granchio blu. Il prossimo passo sarà trasmettere i risultati della ricerca sia alla Regione che al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, così come alla Commissione europea, in modo da divulgare il più possibile i risultati ottenuti”.

L’Assessore regionale Cristiano Corazzari (Territorio, Cultura, Sport, Caccia e Pesca) ha sottolineato l’importanza dello studio, ricordando come la prima parte abbia permesso alla Regione di richiedere lo stato di calamità naturale al Ministero dell’Agricoltura. “Questa seconda parte realizzata dall’Università di Venezia su incarico della Fondazione della Pesca”, ha aggiunto Corazzari, “sono certo fornirà ulteriori informazioni su un ambito che vede questa amministrazione impegnata al fine di far fronte ai danni alle produzioni della pesca e dell’acquacoltura causati oltre che dalla diffusione di specie aliene, anche da calamità naturali causate dal granchio blu nell’anno 2023 e avversità atmosferiche”.

Un’invasione silenziosa

Introdotto accidentalmente nel Mediterraneo negli anni ’30 del ‘900, probabilmente attraverso l’acqua di zavorra delle navi, il granchio blu ha trovato nell’Alto Adriatico un habitat ideale, con una vera e propria esplosione demografica osservata nel 2023. Lo studio, condotto dal Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia (responsabile scientifico: Prof. Piero Franzoi) da giugno 2023 a giugno 2024, ha analizzato la diffusione del granchio blu nella laguna di Chioggia e nel tratto marino antistante, valutando i danni arrecati alla piccola pesca tradizionale.

Dalle nasse ai tramagli: il granchio blu non risparmia nessuno

I ricercatori hanno utilizzato diverse tipologie di nasse, posizionate in quattro siti strategici, e monitorato le catture della pesca lagunare con tresse e bertovelli e, nel tratto marino, della pesca delle seppie con nasse e tramagli. I risultati sono allarmanti: il granchio blu non solo compete con le specie autoctone, come il granchio verde, ma danneggia gravemente le attrezzature da pesca. Le nasse, ad esempio, risultano spesso inutilizzabili a causa dei buchi praticati dal granchio blu, con un impatto significativo sulle rese di questa attività di pesca.

Un grido d’allarme per il futuro

Lo studio della Fondazione della Pesca rappresenta un importante campanello d’allarme per la salvaguardia dell’ecosistema lagunare e per il futuro della pesca tradizionale. La diffusione incontrollata del granchio blu rischia di mettere in ginocchio un intero settore economico e di compromettere la biodiversità di uno degli ambienti più delicati e preziosi del nostro Paese. La speranza è che i risultati della ricerca spingano le istituzioni ad adottare misure concrete per contrastare questa minaccia e tutelare il patrimonio naturale e culturale della laguna di Chioggia.

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