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GODBYE Ibra

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Ieri, nella sorpresa generale in un San Siro commosso, Zlatan Ibrahimovic ha annunciato il suo addio al calcio giocato.

MILANO – Non se l’aspettava nessuno un addio così, senza nemmeno giocare. Ma Zlatan Ibrahimovic ha sempre viaggiato su frequenze diverse rispetto ai comuni mortali. San Siro era pronto all’addio del suo condottiero, lo striscione “GODBYE” a lui dedicato anche. Un gioco di parole per colui che si è sempre definito “il Dio del calcio“.

Tutti, la sua famiglia compresa, pensavano che continuasse comunque almeno un altro anno, per inseguire il sogno dell’ultimo europeo con la sua Svezia. Eccolo però commuoversi quando, prima della partita contro il Verona, tutto lo Stadio continuava a inneggiarlo, come in tutti questi anni.

580 reti in 999 partite tra Club e Nazionali che lo hanno portato a conquistare 32 trofei. Solo con il Milan, 93 gol in 163 presenze, due scudetti e una supercoppa italiana. Una leggenda non solo per Milano ma per tutto il calcio mondiale. Malmoe, Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Psg, Manchester United, LA Galaxy e infine il ritorno nel Milan, la squadra che più ha amato, per farlo tornare grande e competitivo.

Grazie allo studio del Taekwondo ogni tiro impossibile diventava un gol possibile. Grinta, carisma, caparbietà, ma anche impegno senza sosta per essere sempre il migliore.

È sempre stato un personaggio fuori dalle righe. Amato dai tifosi e rispettato dagli avversari. Celebre il suo testa a testa con un gigante come Stam quando era ancora un ragazzino che giocava nella Juventus. Iconico quello con Lukaku due anni fa in un derby caldissimo, tanto da “guadagnarsi” un Murales dedicato vicino a San Siro.

Di Prelvini - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=110605063

A fine partita l’annuncio, in uno stadio commosso e tra le lacrime dei suoi compagni: È arrivato il momento di dire addio al calcio, non a voi. La prima volta che sono venuto qui mi avete dato la felicità. La seconda volta mi avete dato l’amore”.

E tu lo hai decisamente ripagato. È un arrivederci, non un addio. Lo ha detto Ibra stesso:

Ci vediamo in giro se sarete fortunati

Di certo lo siamo stati eccome per averti visto giocare.

Grazie Ibracadabra.

Photo Credits: Copertina Di Football.ua, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43895877

Di Prelvini – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=110605063

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