Una nuova polizza assicurativa è stata creata per risarcire i clamorosi errori dell’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale, familiarmente detta AI, è diventata uno strumento di uso quotidiano per tutti, grandi e piccoli, ed è entrata prepotentemente nella vita delle imprese. Le promesse di efficienza, innovazione e velocità di realizzazione degli obiettivi, hanno conquistato la fiducia della gente e delle aziende.
Le insidie
La scorciatoia del “fallo con AI” nasconde però molte insidie, e cadere in fallo è molto facile.
L’uso e l’abuso di AI, a discapito dell’uso della mente umana, porta anche ad una specie di atrofizzazione del cervello, pari ad una nuova ignoranza.
Da tempo ci siamo accorti di non saper più fare una semplice addizione senza l’uso della calcolatrice, ma questo era solo l’inizio. Oggi abbiamo dimenticato date e storia, numeri di telefono e ricette, tanto lo chiedo a Google. E parole, tanto c’è il correttore.
Ma c’è anche di peggio, ad esempio può succedere che gli algoritmi sbaglino. Questo può creare molteplici danni sia economici, legali che reputazionali. E questo accade molto più spesso di quello che si pensi.
La polizza dei Lloyd’s
Il Financial Times ha anticipato una novità che arriva da Londra. Alcuni assicuratori dei Lloyd’s of London hanno lanciato una polizza che copre le aziende dalle perdite causate da malfunzionamenti di strumenti di AI, come chatbot e assistenti virtuali.
Una polizza salva errori di AI sarà presto in vendita. Il prodotto assicurativo copre le aziende in caso di contenziosi legali con clienti, o terze parti che abbiano subito danni a causa del comportamento scorretto dell’AI. La polizza coprirà sia il pagamento di eventuali risarcimenti che le spese legali, e sarà sottoscritta da più assicuratori attivi nei circuiti di Lloyd’s.
Errare humanum est, etiam artificiosum
Ormai, qualsiasi informazione vogliamo avere, la cerchiamo su Google o similari. Se, ad esempio, voglio sapere qualcosa di Gianna Nannini, il risponditore mi dirà che è un’attrice, musicista italiana, ecc. Ma la Nannini è una cantante anzi, una cantautrice, e non ha mai fatto l’attrice. Da cosa deriva l’errore? Probabilmente dal fatto che abbia scritto musiche per qualche film e ultimamente sia uscito un film sulla sua vita, interpretato da un’altra persona. Sta all’intelligenza umana, qualora sia ancora in attività, scernere tra giusto e sbagliato.
Questo è un esempio banale, ma che dire di Donald Trump che per taluni programmi di AI è ancora l’ex presidente degli Stati Uniti? Qualche buon anima può dire a AI che è già stato eletto Presidente USA a novembre 2024?
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