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Giustizia: il ddl Nordio diventa legge

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La Camera dei Deputati ha approvato il ddl Nordio, che diventa legge e introduce importanti modifiche al codice penale, abrogando il reato di abuso d’ufficio e regolando traffico di influenze illecite e intercettazioni.

ROMA. Con 199 voti favorevoli e 102 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il ddl Nordio, che ora diventa legge. Questo provvedimento introduce importanti modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare.

Tra le misure più rilevanti, spicca l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che riguardava i pubblici ufficiali, tra cui molti sindaci e amministratori locali. La cancellazione di questo reato, previsto dall’articolo 323 del codice penale, è stata giustificata dalle lamentele degli amministratori, i quali sostenevano che tale norma li induceva a evitare decisioni per paura di incorrere in procedimenti penali, generando quella che è stata definita la “paura della firma”.

Il ddl Nordio modifica anche il reato di traffico di influenze illecite e la disciplina delle intercettazioni, rafforzando la tutela della libertà e della segretezza delle comunicazioni del difensore. Inoltre, introduce il divieto di pubblicazione delle intercettazioni non riprodotte dal giudice nei provvedimenti o utilizzate durante i dibattimenti, e limita il rilascio delle copie di tali intercettazioni a soggetti diversi dalle parti e dai loro difensori.

Il provvedimento prevede anche nuove regole sulle misure cautelari, introducendo l’istituto dell’interrogatorio preventivo per le persone indagate e richiedendo una decisione collegiale per l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Inoltre, il ddl esclude la possibilità per il pubblico ministero di proporre appello contro le sentenze di proscioglimento per alcuni reati.

Altre modifiche riguardano l’ordinamento giudiziario, come l’incremento del ruolo organico della magistratura destinata alle funzioni giudicanti di primo grado e la regolamentazione dell’età dei giudici popolari, che ora deve essere inferiore ai 65 anni al momento della chiamata a servizio nel collegio.

Il ddl Nordio ha suscitato un intenso dibattito tra magistrati e avvocati, poiché ridisegna significativamente parte del sistema giudiziario italiano. Con la sua approvazione, si attuano cambiamenti sostanziali che influenzeranno il panorama legale del nostro Paese.

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