Il nodo più delicato sembra finalmente sciolto. A Gino Gerosa va l’assessorato alla Sanità del Veneto, la delega più pesante dell’intero esecutivo guidato dal Presidente Alberto Stefani. L’annuncio dei dieci assessori è stato reso poco fa a Venezia, nel corso della conferenza stampa convocata a Palazzo Grandi Stazioni
VENEZIA. La scelta è ormai definita: la guida della Sanità veneta è destinata a Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, chiamato dal presidente Alberto Stefani a reggere l’assessorato più pesante dell’intera giunta regionale. Una delega da circa nove miliardi di euro, cruciale per il sistema di welfare del Veneto, che segna l’ingresso in politica di uno dei nomi più autorevoli della medicina italiana.
Nato a Rovereto nel 1957, Gerosa si è formato all’Università di Verona, dove ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Cardiochirurgia. Dopo un periodo di perfezionamento a Londra, a contatto con i pionieri della disciplina, è rientrato in Italia avviando un percorso professionale che lo ha portato a diventare uno dei punti di riferimento della cardiochirurgia nazionale.
Conosci il Cardiochirurgo Gino Gerosa nelle interviste de Il Nuovo Terraglio:
Il suo legame con il Veneto è profondo e duraturo. Ha lavorato a lungo all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, per poi trasferirsi a Padova, dove dal 2000 è professore associato all’Università e direttore del Centro di Cardiochirurgia “Vincenzo Gallucci” dell’Azienda ospedaliera. Qui ha guidato équipe impegnate in interventi altamente innovativi, contribuendo a rafforzare la reputazione internazionale della sanità veneta.
Gerosa è stato protagonista di alcune tappe storiche della cardiochirurgia italiana. Nel 2001 ha eseguito il primo intervento nel Paese di rivascolarizzazione miocardica a cuore battente con tecnica robotica; nel 2004 il primo trattamento chirurgico della fibrillazione atriale con metodiche mini-invasive. Nel 2007 ha realizzato il primo impianto in Italia di un cuore artificiale totalmente impiantabile, intervento che ha avuto un forte impatto anche sull’opinione pubblica. Più di recente, nel dicembre 2024, a Padova ha guidato il primo trapianto al mondo di cuore battente, un risultato che ha segnato un nuovo confine nella medicina dei trapianti.
Accanto all’attività clinica, Gerosa ha ricoperto ruoli di rilievo scientifico e istituzionale. È stato presidente della Società italiana di Cardiochirurgia e direttore della Scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università di Padova, contribuendo alla formazione di intere generazioni di medici.
Il suo profilo, fortemente tecnico e lontano dalle dinamiche di partito, ha convinto il presidente Stefani a puntare su di lui per sciogliere il nodo più delicato nella composizione della giunta. Una scelta che ha ridimensionato le ambizioni dei partiti di maggioranza, in particolare di Fratelli d’Italia e Forza Italia, che puntavano alla delega, ma che rafforza l’immagine di una Regione intenzionata a difendere l’eccellenza del proprio sistema sanitario.
Con l’ingresso di Gino Gerosa in giunta, la Sanità veneta si affida dunque a una figura simbolo della ricerca, dell’innovazione e della pratica clinica. Un passaggio non scontato, dalla sala operatoria alle stanze della politica, che segna una svolta nel segno della competenza per uno dei settori più strategici dell’amministrazione regionale.
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