Il Giubileo si è chiuso con dei numeri che sono andati oltre le aspettative. A Roma sono arrivati nel corso del 2025 più di 33 milioni di pellegrini. Le presenze registrate riguardano ben 185 Paesi. Il 62% è arrivato dall’Europa. A seguire l’America del Nord (16,54%) e l’America del Sud (9,44%). L’Italia è al primo posto per numero di fedeli. Subito dietro Stati Uniti (12,57%), Spagna (6,23%), Brasile (4,67%) e Polonia (3,69%). La media giornaliera è stata di 90.400 presenze su 358 giorni. Trentacinque sono stati i grandi eventi. I volontari complessivi sono stati settemila. I momenti di maggior affluenza hanno riguardato il periodo della morte di Papa Francesco e del Conclave, dal 21 aprile all’otto maggio con 3,9 milioni di pellegrini, e il Giubileo dei giovani, dal 28 luglio al 3 agosto, con oltre 13 milioni di presenze.
Ad illustrare il bilancio del Giubileo è stato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, responsabile dell’organizzazione, nel corso di una conferenza che si è tenuta ieri mattina 5 gennaio, presso la Sala Stampa della Santa Sede. All’evento erano presenti anche le autorità civili che hanno collaborato alla realizzazione dell’anno giubilare: dalle infrastrutture, all’accoglienza, alla logistica e molto altro. Il Giubileo si conclude ma restano i tanti segni di speranza che sono stati offerti e si allarga l’orizzonte per sostenere un futuro carico di pace e di serenità come tutti desiderano. Ha detto durante la conferenza monsignor Fisichella. Ora si guarda al futuro. Nel 2033 si celebreranno i duemila anni della Redenzione compiuta attraverso la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù.



Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
