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Giovane calciatore vittima di insulti razzisti

1 minuti di lettura

A Silea, un calciatore 14enne del Treviso è stato vittima di insulti razzisti (“nero di m**** ti sotterriamo vivo”) da parte di due adolescenti della squadra avversaria.
 
I consiglieri Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Civica AMP) hanno presentato una mozione in Consiglio regionale «per esprimere solidarietà al giovane calciatore del Treviso, per dire No ad ogni discriminazione e per ribadire che lo sport è prima di tutto rispetto reciproco».
«Con l’auspicio che possa essere condivisa da tutto il consiglio regionale. Ci appelliamo al buonsenso dei nostri colleghi. Siamo certi che nessuno vorrebbe vedere un proprio figlio vittima di un episodio simile», dichiarano i tre consiglieri.
 
«Quando anche tra i più giovani si diffondono parole d’odio – sottolineano Ruzzante, Bartelle e Guarda – la politica e le istituzioni sono chiamate a interrogarsi. Chi detiene il potere politico e gode di ampia visibilità mediatica ha un’enorme responsabilità nei confronti di tutta la società. Certa propaganda – concludono i consiglieri – può forse dare soddisfazione al politico di turno che guadagna consenso sul breve termine, ma alla lunga è la gente comune a pagarne le conseguenze. La storia recente e passata ci offre molti esempi in questo senso».
 
La risoluzione presentata da Ruzzante, Bartelle e Guarda si richiama ai principi contenuti nel Codice di Comportamento sportivo del CONI, che vieta qualunque comportamento discriminatorio, e nella Carte Etica dello Sport approvata nel 2017 dal Consiglio regionale che recita: “Lo sport è portatore di valori morali, culturali, educativi, nonché imprescindibile fattore di inclusione sociale ed integrazione popolare, nel totale rifiuto di ogni forma di discriminazione”.
 
 
Con la risoluzione, Ruzzante, Bartelle e Guarda chiedono al consiglio regionale di esprimere «solidarietà al giovane calciatore oggetto delle intollerabili offese descritte in premessa e condanna ogni episodio discriminatorio, specie se commesso nell’esercizio o in occasione delle attività o delle manifestazioni sportive» e di impegnare la Giunta regionale «ad adottare, anche in applicazione della Carta Etica dello Sport, tutte le iniziative finalizzate alla prevenzione di ogni tipo di discriminazione».

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