Una ricorrenza che invita a celebrare i docenti, ma anche a guardare in faccia la realtà di una professione sempre più fragile
ITALIA- Il 5 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Insegnante, istituita dall’UNESCO per ricordare l’importanza del ruolo docente. Il tema di quest’anno, “Riformulare l’insegnamento come professione collaborativa”, invita alla riflessione. Ma, come evidenzia Tecnica della Scuola, in Italia c’è ben poco da festeggiare: stipendi fermi, precariato cronico e autorevolezza in declino continuano a minare la dignità della professione.
Precariato e reclutamento: un labirinto senza uscita
Negli ultimi 35 anni si sono succedute tredici riforme del reclutamento, senza mai risolvere il problema. Migliaia di docenti vivono in un limbo di incertezza, tra contratti annuali e incarichi saltuari.
Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, denuncia un sistema “improvvisato”, dove la formazione iniziale è spesso a carico dei precari e affidata a enti privati o università telematiche. «Serve una formazione accessibile e gratuita», afferma, per restituire stabilità e dignità alla professione.
Stipendi fermi, responsabilità in crescita
Sul fronte economico, la situazione è stagnante. Nel 1997 un docente guadagnava circa 2,2 milioni di lire lorde al mese; oggi, poco più di 2.200 euro, ma con un potere d’acquisto drasticamente ridotto.
Come osserva Attilio Varengo della Cisl Scuola, “a fronte di carichi di lavoro e responsabilità crescenti, le retribuzioni restano tra le più basse della Pubblica Amministrazione”.
Autorevolezza in crisi
Anche il riconoscimento sociale è in calo. Oggi l’insegnante viene spesso percepito come un semplice impiegato, più che come una figura educativa di riferimento. Emblematico il dato: 133 aggressioni a docenti registrate tra il 2023 e il 2024.
Il pedagogista Daniele Novara propone di ricostruire l’autorevolezza del mestiere con investimenti nella formazione continua, meno burocrazia e un nuovo “patto educativo” tra scuola e famiglie.
Oltre la celebrazione
In occasione della giornata, Tecnica della Scuola promuove anche uno sconto del 20% sui suoi corsi di formazione, ma la questione va ben oltre le iniziative simboliche.
Restituire dignità al mestiere dell’insegnante significa garantire stabilità, giusto riconoscimento economico e rispetto sociale. Solo così la scuola potrà tornare ad essere il cuore pulsante di una società più consapevole e democratica.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
