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Giornata Mondiale della Terra: il Papa pone al centro clima e futuro del Pianeta

Disboscamento selvaggio, trivellazioni, corsa agli approvvigionamenti più disparati a discapito di intere popolazioni ed etnie. Riscaldamento globale, emissioni di CO2, animali in estinzione: Madre Terra avrebbe molto da dire sui suoi abitanti più (in)voluti: gli esseri umani.
 
Invece di comportarsi come ospiti temporanei che compiono un viaggio, con il dovere di prendersi cura della propria Casa con consapevolezza e coscienza, gli uomini agiscono senza pensare alle conseguenze permanenti che lasceranno dietro di loro. In negativo. È il momento, per tutti, di fermarsi e dire “basta”.
 
Senza contare come, dall’arrivo dell’emergenza sanitaria, la crisi climatica e i numerosi Fridays For Future sembrano offuscati, se non dimenticati. Mentre i cittadini, le istituzioni e il mondo politico restano focalizzati sul virus, un’altra crisi – quella ambientale – continua a essere presente.
 
Il fermo obbligatorio di tante attività, insieme all’arresto del traffico aereo e la diminuzione di quello automobilistico, hanno portato a un miglioramento della qualità dell’aria in molte città del mondo.  Ma non possiamo abbassare la guardia.
 
 

La Terra è la nostra “Casa Comune”

La Terra, di cui si è celebrata la Giornata Mondiale, è la nostra Casa Comune. È questa la definizione che ne ha dato Papa Francesco nella sua riflessione in tema di inquinamento e cambiamenti climatici, contenuta nella rivoluzionaria Enciclica Laudato Sì.
 
Papa Francesco introduce per la prima volta il concetto di ecologia integrale, affinché diventi sempre più una priorità per le persone, le aziende, le istituzioni e il mondo politico.
 
Dall’Enciclica emerge con forza come il cambiamento climatico rappresenti un problema globale, causato dalle attività dell’uomo, che porta con sé gravi ripercussioni ambientali, sociali, economiche e politiche.
Gli impatti più pesanti di questa crisi ricadranno inevitabilmente sulle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, spesso anche le più colpite da eventi climatici straordinari.
 
Quella del Pontefice è insomma un’attenta analisi sullo stato di salute del nostro Pianeta e dei mari che lo alimentano, focalizzando l’attenzione sulla perdita di biodiversità e sul degrado sociale di alcune popolazioni.
 
Una chiamata all’azione cui tutti noi – religiosi o meno – siamo invitati a rispondere, per portare avanti con impegno i principi ispiratori contenuti nell’Enciclica Laudato Sì e assumere una maggiore sensibilità verso i cambiamenti climatici e le loro conseguenze.
 
 

Cambiamenti climatici: Venezia e l’acqua granda

L’aumento delle temperature comporta inevitabilmente lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello del mare. A farne le spese con eventi che diventano ogni anno più preoccupanti è in primis Venezia, città d’arte unica al mondo minacciata da inondazioni sempre più frequenti. Basta ciò che è stato fatto finora? Il Mose sarà la soluzione? Siamo onesti, se non si penserà nell’immediato a interventi mirati, immediati e concreti, fra 80 anni potremo facilmente assistere a un innalzamento delle acque di +1,064 m.
 
 

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