La favola ebbe inizio a meta’ dell’Ottocento quando il Giappone riapri’ il suo vaso di Pandora fino ad allora praticamente inesplorato, e per il mondo dell’arte occidentale fu come trovarsi di fronte ad un tesoro misterioso e diverso,ma tenetevi forte.
Roba da cambiarti la vita,ispirazioni e tesori,in una parola “Japonisme”una vera e propria tendenza che influenzo’ cultura ed arte.
Questa bella mostra ne segue la genesi e l’evoluzione dal 1880 al 1915 inoltrandosi su arti figurative,architettura e arti applicate.
Segnatevi questo numero,quattro,perche’ il percorso espositivo si snocclola in quattro tappe come furono anche le Esposizioni Universali,un poker ricco di suggestione e creativita’ singolare,come quella che appartiene da sempre al Paese del Sol Levante.
Il Giapponismo sboccio’ con una carica irrefrenabile,fu un trionfo di porcellane,abbigliamento,lacche stampe ukiyo-e,ma l’accessorio principe fu il ventaglio.
Dal Naturalismo all’Impressionismo in Francia mentre in Italia il movimento dialogo’ con il nascente Modernismo,con grandi pittori del calibro di Bonnard, Gauguin Degas,Pissarro, Van Gogh, Giacomo Balla e Galileo Chini.
Il nuovo linguaggio fini’ per contaminare piacevolmente tutta l’Europa e ancora oggi,sono passati almeno due secoli dall’apertura di quel magico scrigno,il Giappone regala alla cultura occidentale perle di rara bellezza e sublime e raffinata sensibilita’.
Banzai
Rovigo
Palazzo Roverella
28.09.19 – 26.01.20
Mauro Lama Instacult
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