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Giancarlo Franco Tramontin. La Venere seconda e altre storie

Presentazione delle opere donate dall’artista ai Musei Civici, sabato 10 novembre alle ore 17, al museo Luigi Bailo   In occasione della donazione di due opere ai Musei Civici di Treviso, e grazie alla collaborazione con i

Presentazione delle opere donate dall’artista ai Musei Civici, sabato 10 novembre alle ore 17, al museo Luigi Bailo

 

In occasione della donazione di due opere ai Musei Civici di Treviso, e grazie alla collaborazione con i Musei di Bassano, sabato 10 novembre alle 17 al Museo Luigi Bailo si svolgerà un evento dedicato al grande Maestro Giancarlo Franco Tramontin, uno dei più importanti scultori del secondo Novecento.

Tramontin, allievo di Alberto Viani che già fu discepolo del grande Arturo Martini, è maestro assoluto di eterea sensualità materica, la cui scultura nasce da un cammino storico sul quale si innesta una sperimentazione tecnico formale che ne caratterizza l’originalità e il valore.

Durante la serata, si potranno ammirare le opere donate dall’artista, Venere Seconda e Figura Rannicchiata.
Inoltre si potrà assistere ad un excursus storico e artistico attraverso la storia della scultura veneta del ‘900.

 

 

Programma

Saluti introduttivi

Lavinia Colonna Preti, Assessore ai Beni Culturali e Turismo

 

Interventi
Emilio Lippi, direttore dei Musei Civici di Treviso
Giancarlo Franco Tramontin, scultore
Saverio Simi De Burgis, storico dell’arte
Massimiliano Bugno, gallerista

Sarà presente Chiara Casarin, direttore dei Musei di Bassano, che ha promosso la donazione alla Città di Treviso.

La serata sarà seguita da un brindisi offerto dalle Cantine Maschio, convivialmente a fianco di Treviso in occasione di molte cerimonie ed eventi.

 

Le opere resteranno esposte nella sala temporanea del Museo Bailo al pianterreno, fino al 25 novembre 2018.

 

 

 

Note biografiche

Giancarlo Franco Tramontin è nato a Venezia nel 1931. Ha compiuto gli studi di scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove è stato allievo e poi assistente di Alberto Viani. Successivamente è diventato titolare della cattedra di scultura della medesima Accademia per 40 anni, fino al 1998.

 

È coordinatore del Nuovo Museo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
D’importanza cruciale per la crescita artistica di Tramontin scultore è la vincita nel 1956 di una borsa di studio indetta dal Ministero della Pubblica Istruzione, che lo porta a recarsi in Grecia.


Dai primi anni ‘50 ha esposto in numerose mostre personali ed è stato invitato  a partecipare ad importanti rassegne nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti.

Tra queste citiamo: Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia dal 1957 al 1965; VI Mostra Internazionale d’Arte Figurativa, Gorizia 1958; Concorso Internazionale del Bronzetto di Padova dal 1959 al 1975; 3° premio Concorso Internazionale di Scultura, Biennale di Carrara 1962; Biennale Nazionale d’Arte, Verona 1961-63; Fondazione Querini Stampalia, sala Luzzato, Venezia 1964, 1970, 1982; Teatro La Fenice, sale Apollinee, Venezia 1968; XXXV Biennale Internazionale d’arte di Venezia, 1970; Immagini e Strutture nel Ferro e nell’Acciaio, Rassegna Internazionale di Scultura Contemporanea, Repubblica di San Marino, 1979; XLII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1986; Aspetti della Scultura Contemporanea 1900-1989, Forni Scultura, Bologna 1989; Il Tempo del Marmo e quello del Bronzo, Berlino-Neuchâtel-Carrara, 1998; Renconte Européenne de Sculpture, ontauban, 2001; ‘900 all’Accademia, Opere per il Nuovo Museo, Gallerie dell’Accademia, Venezia 2001 e Villa Manin, Passariano, Udine 2002; Het Depot,”Nieuwen Asnkopen”, Wageningen, Olanda 2008; XIII Biennale Internazionale, Carrara Laboratori di Scultura 2008, Statuaria d’Arte; Het Depot, “Hommage Ann Italie”, ageningen, Olanda 2012; “Giancarlo Franco Tramontin. Sculture, forme come linguaggio”, Palazzo Ducale, Loggia Foscara, Venezia 2012.

 

Nel 2012 i Musei civici di Treviso hanno ospitato a Santa Caterina la mostra, “Giancarlo Franco Tramontin. Segni e forme della scultura”, un’antologica curata da Saverio Simi de Burgis e Valentina Lunardelli, che ha presentato disegni, papiers decoupées, sculture in marmo di Carrara e marmo nero del Belgio, tarsie lignee, sculture in jelutong o fuse in bronzo.

 

Le sue opere si trovano in musei e collezioni in Italia e all’estero.

Documentazione dettagliata presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e presso la Biblioteca della Fondazione C. L. Ragghianti di Lucca.

 

Nelle sue sculture la figura umana, per lo più donna, è colta nei i particolari più rilevanti che la relazionano con il mondo che la circonda; il corpo viene interpretato, semplificato,  o, per meglio dire, sintetizzato. La scelta dei materiali, dal marmo al legno al bronzo lucido o brunito gli permette di cogliere l’energia del momento, dell’ambiente esterno e del rapporto che si instaura fra loro.

Dell’illustre predecessore Arturo Martini Tramontin ha condiviso una certa libertà creativa e di giudizio, un’inusuale capacità di attraversare la storia dell’arte al di fuori di gabbie cronologiche o geografiche predefinite, libero anche da condizionamenti nell’individuare la trasversalità di un artista o di un’opera, indipendentemente dalla fama e dal successo raggiunto,  con una visione serena e positiva che è diventata la sua cifra personale, dentro la scultura, al di fuori di un’effimera moda.

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