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Giambattista Piranesi, 5 episodi per (ri)scoprire un patrimonio culturale moglianese

(TERZA PARTE) LE DUE MOSTRE DEDICATE A PIRANESI Due mostre, due città, due splendide occasioni per una gita tra arte e luoghi unici. A cura di Michele Rovoletto   Nel tricentenario della nascita di Piranesi, Bassano del Grappa e

(TERZA PARTE) LE DUE MOSTRE DEDICATE A PIRANESI

Due mostre, due città, due splendide occasioni per una gita tra arte e luoghi unici.

A cura di Michele Rovoletto

 

Nel tricentenario della nascita di Piranesi, Bassano del Grappa e Venezia ospitano due mostre dedicate al rinomato incisore. Visto il periodo e questi due eventi, l’occasione è propizia per passeggiare nei luoghi unici di queste due perle del Veneto nonché di avvicinarci e approfondire la conoscenza del grande artista di origine veneta. Soprattutto il visitatore è coinvolto con installazioni moderne alla scoperta di autori contemporanei che “dialogano” col sommo incisore.

 

Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo

Palazzo Sturm a Bassano del Grappa apre le sue sale a Giambattista Piranesi con un’eccellente mostra — a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza — che espone i capolavori grafici di Giambattista Piranesi provenienti dalle locali collezioni museali. L’occasione è storica ed imperdibile per curiosi e amanti dell’arte, in quanto per la prima volta i Musei Civici di Bassano del Grappa espongono la loro intera collezione formata da oltre cinquecento incisioni. Inoltre, grazie al prestito delle sedici incisioni Carceri d’Invenzione, provenienti dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, la mostra permette al visitatore di conoscere l’intera produzione piranesiana.

 

Proveniente da una precedente mostra, inoltre, c’è la spettacolare la possibilità di camminare nei visionari e angusti luoghi delle carceri, grazie al video d’animazione tridimensionale realizzato da Grégorie Dupont (https://www.youtube.com/watch?v=FlcbxAr11Pc), anche in questo caso ottenuto grazie alla Fondazione Cini.

 

Luca Pignatelli “Icons Unplugged. Castello dell’Acqua Felice”

 

Infine, raffinato e coinvolgente è l’accostamento tra le opere di Piranesi e l’artista contemporaneo Luca Pignatelli (Milano 1962), il quale, trova nella storia e nelle immagini antiche la linfa generatrice della sua arte, una sorta di flusso di coscienza che lo mette di fronte all’enigma del tempo “senza tempo”.  Icons Unplugged. Veduta del Castello dell’Acqua Felice è il lavoro realizzato da Pignatelli appositamente per la mostra. In quest’opera l’artista milanese rappresenta il tempo che si incontra tra passato e presente nel punto nevralgico che l’opera rappresenta: un’antica immagine che propone un antico luogo (il passato) e il presente che si determina nel nostro tempo di fruizione dell’opera. Passato e presente sono correlati agli orologi che scandiscono il tempo (fluire del tempo), ognuno inevitabilmente il suo tempo (impossibilità di determinare un tempo univoco), esplicitando l’assurdo tentativo dell’uomo di misurarlo e  definirlo, in qualche modo, in un perimetro razionale.

 

 

 

Giambattista Piranesi e Gabriele Basilico, tra Venezia e Roma

Curata da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte, presso Palazzo Cini, a Venezia, è in svolgimento un’esposizione dedicata a Piranesi e realizzata in collaborazione dell’Archivio Gabriele Basilico. Sono presentate 25 vedute romane dell’incisore veneto poste in dialogo con altrettante fotografie di Gabriele Basilico che ha fotoriprodotto la Città Eterna partendo dalla stessa posizione delle incisioni.  La mostra è stata, genialmente, proposta in anteprima, in piena pandemia Covid, con un progetto di affissioni pubbliche. L’iniziativa ha coinvolto i muri di calli e campi di Venezia per poi prender forma, da giugno a novembre, in Galleria Cini. Il confronto mette in luce, le variazioni più o meno evidenti nonché scontate, che l’urbanistica dell’Urbe ha subito, altresì esemplifica la capacità di Piranesi di espandere la realtà e renderla monumentale ed eroica cioè la sua innata capacità di esaltare il vero superandolo senza stravolgerlo.

 

 

Incisione (parte) “Veduta di Piazza del Popolo” di G.Piranesi
Foto di Piazza del Popolo di Gabriele Basilico

 

L’accostamento di queste due opere mette in confronto due immagini di Piazza del popolo colte circa a trecento anni di distanza. A parte qualche variazione architettonica si nota come Piranesi “allunghi” la mole della chiesa di Santa Maria dei Miracoli e della sua cupola e contemporaneamente tendi a ridimensionare l’impianto urbanistico che la circonda. Ne risulta un’immagine imponente e “sacrale” nel senso che egli erge gli edifici principali della sua veduta a forme esaltate col fine di innalzare la bellezza monumentale, storica, architettonica della Città Santa, resa nella gloria del suo splendore.

 

Mogliano Veneto, ritratto di G. Piranesi presente nella facciata del Biblioteca Comunale

 

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