Georges de La Tour è considerato uno degli artisti più importanti del Seicento ma porta in sé una particolarità, un tratto distintivo suo malgrado, è stato tardivamente riscoperto solo ai primi vagiti del secolo scorso.
Estremo realismo nei dipinti diurni, crudi e senza filtri, che ci regalano volti intrisi di povertà e del trascorrere inesorabile del tempo e i suoi famosi ritratti notturni, illuminati da candele che donano quella luce che incanta.
Dicotomie e contrasti, questa è la vera spinta propulsiva che ci regala l’artista in questa splendida mostra che lascia il segno ancora oggi, come resta avvolta nel mistero la vera formazione del pittore e di un suo ipotetico viaggio in Italia.
Le immagini straordinarie che, ondivaghe ci trascinano in un viaggio tra Santi, mendicanti e risse emozionano e ci rimandano all’oblio durato troppo tempo oltre all’ l’accostamento al Caravaggio mai nascosto dai critici e sicuramente non azzardato.
La mostra riesce nel suo intento contestualizzando la figura dell’Artista e analizzandola a fondo,.le opere inedite sono 15 sottolineate all’interno del percorso espositivo da utilissimi pannelli rossi per far risaltare la tavolozza del pittore.
Accanto dipinti di artisti che si legano ai soggetti scelti quali Gerrit van Honthorst, ribattezzato Gherardo delle notti in quanto avvezzo ad ambientazioni che ammiccano in maniera perfetta al notturno e Carlo Saraceni, Adam de Coster e altri.
Mauro Lama Instacult
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