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Genesi apocrifa (una nuova alleanza)

Benvenuti nella sezione dedicata ai racconti del Concorso Letterario Nazionale “ROSSO D’INVERNO”, giunto quest’anno alla X edizione con il tema della “Leggerezza”, ispirato dalle parole evocative e intramontabili di Italo Calvino. Buona lettura!

“Questa è la storia di Noè. Noè era giusto e integro tra i suoi contemporanei e volava con Dio. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Allora Dio disse a Noè: è venuta per me la fine di questo pianeta. Fatti un’arca di titanio e acciaio così che tu possa solcare i cieli. Fai il pieno del propellente migliore per oltrepassare la galassia…”

 – Il propellente migliore? Cosa sarebbe questa storia?

–  Te l’ho detto: “Genesi apocrifa”.

–  Genesi apocrifa…

–  Sì.

–  E dove l’hai pescata?

–  Lascia stare: è un’interpretazione.

–  Come sarebbe a dire, “un’interpretazione”? Non si può mica mescolare bibbia e astronavi.

–  Certo che si può. La bibbia e il diluvio e la storia dell’arca si rifanno ai miti dei babilonesi, lo sai no?, che a loro volta riportano leggende di chi c’era prima di loro e di quelli ancora più antichi, ma in tutto questo passaparola non si spiega mica del tutto com’è che siamo qui.

–  Io e te in questo schifo di bar, intendi?

–  Anche. In effetti abbiamo scelto il posto più scadente in circolazione, però il caffè è passabile. No: intendo noi due, assieme al resto dell’umanità, tutti sopra questa incredibile e meravigliosa sfera terracquea. Secondo me arriviamo davvero dallo spazio.

–  Suggestivo.

–  Aspetta, ascolta il seguito:
“Porterai con te una coppia per ogni specie: oche e cavalli, echidne e salamandre, tigri, petauri, cammelli e pesci palla, cervi volanti, raganelle, polipi e rondoni, formiche, formichieri, testuggini, leopardi, gorilla, calamari, zanzare, falchi, panda, macaoni…“

–  Ehi, ehi! Fermo! Quanto è lunga questa lista?

–  Eh. Un bel po’.

–  E finisce coi Liocorni?-  Bravo! E sto pure generalizzando: solo di formiche ce ne sarebbero 13.452 specie diverse.

–  ‘sticazzi. E come avrebbe caricato tutto questo zoo sull’arca, il nostro Noè?

–  Uova! Embrioni congelati.

–  Ah… ecco.

–  L’unico sistema possibile per riuscire a trasportare un tale, meraviglioso, carico di biodiversità. È la prova che stiamo parlando di tecnologie e di civiltà evolutissime da cui abbiamo origine, di cui però abbiamo perso il ricordo e la conoscenza.

–  E le piante? E i fiori?

–  A parte che le piante sono già aliene per conto loro. I semi: capsule inerti che possono dormire e riattivarsi a distanza di anni, quando le condizioni diventano favorevoli. Non ti sembra alieno? Comunque sono arrivati qui anche loro congelati, grazie a una banca del germoplasma. Ecco: la nostra Genesi potrebbe andare avanti così: “Porterai con te semi di papavero e girasole, di rododendro e rosmarino, di lavanda, camomilla, baobab, gramigna e rambutan…”

–  Ok, ok. Mi hai quasi convinto. Però una cosa non si spiega: com’è che di quest’arca non è rimasta traccia?

–  Si è schiantata.

–  In che senso “schiantata”?

–  Lo sai com’era Noè… beveva! Lo sanno tutti. Prima di decollare dal suo pianeta inondato, avrà voluto brindare. Mica voleva arrivare proprio sulla Terra: aveva alzato il gomito, ha sbagliato manovra e si è schiantato qui.

–  Bella! Teoria senza dubbio originale. E vorresti divulgarla?

–  Certamente, perché è evidente che Dio si sta incazzando di nuovo. Ci ho pensato, sai, a questa storia del riscaldamento globale, che tutto si sta squagliando: ghiacciai, iceberg, strati di permafrost. Succederà: prima impercettibilmente, poi d’improvviso… “…ecco io mando il diluvio, cioè le acque su questo pianeta per distruggere sotto il cielo ogni creatura. E le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo…”

–  In effetti, finire affogati in un brodo di permafrost non è una bella prospettiva… ma dubito che questa volta Dio, sempre che esista, abbia voglia di stabilire una nuova alleanza e ci mandi un nuovo Noè.

–  Io ho fede.

–  Grazie tante, sei il parroco! A proposito: sarà interessante assistere alla reazione dei tuoi fedeli, e poi del Vescovo, quando racconterai queste cose durante la tua prossima omelia.

–  Io sono tranquillo. Tutta questa teoria non fa che confermare il messaggio evangelico: Dio ama le sue creature e viene a salvarle.

–  Di sicuro non salverà questo bar: è davvero squallido, sai? Mi dici perché Dio dovrebbe scomodarsi ancora una volta per questo pianeta, che è soltanto un minuscolo, insignificante, granello nell’universo?

–  Perché siamo unici! Non capisci? Tutte queste varietà: ogni insetto, quadrupede, volatile, pesce, fiore, albero e cespuglio. La vita come si è evoluta qui sulla Terra, non si può trovare uguale in nessun altro posto nella sconfinata distesa di stelle e di galassie. Questa nostra Terra è unica e irripetibile. Dio non può non volerla salvare! Perché è questa la verità: siamo una Galapagos dell’Universo.

–  Amen.

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