Italian flag
Rosso d'Inverno

Genesi apocrifa (una nuova alleanza)

3 minuti di lettura

Benvenuti nella sezione dedicata ai racconti del Concorso Letterario Nazionale “ROSSO D’INVERNO”, giunto quest’anno alla X edizione con il tema della “Leggerezza”, ispirato dalle parole evocative e intramontabili di Italo Calvino. Buona lettura!

“Questa è la storia di Noè. Noè era giusto e integro tra i suoi contemporanei e volava con Dio. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Allora Dio disse a Noè: è venuta per me la fine di questo pianeta. Fatti un’arca di titanio e acciaio così che tu possa solcare i cieli. Fai il pieno del propellente migliore per oltrepassare la galassia…”

 – Il propellente migliore? Cosa sarebbe questa storia?

–  Te l’ho detto: “Genesi apocrifa”.

–  Genesi apocrifa…

–  Sì.

–  E dove l’hai pescata?

–  Lascia stare: è un’interpretazione.

–  Come sarebbe a dire, “un’interpretazione”? Non si può mica mescolare bibbia e astronavi.

–  Certo che si può. La bibbia e il diluvio e la storia dell’arca si rifanno ai miti dei babilonesi, lo sai no?, che a loro volta riportano leggende di chi c’era prima di loro e di quelli ancora più antichi, ma in tutto questo passaparola non si spiega mica del tutto com’è che siamo qui.

–  Io e te in questo schifo di bar, intendi?

–  Anche. In effetti abbiamo scelto il posto più scadente in circolazione, però il caffè è passabile. No: intendo noi due, assieme al resto dell’umanità, tutti sopra questa incredibile e meravigliosa sfera terracquea. Secondo me arriviamo davvero dallo spazio.

–  Suggestivo.

–  Aspetta, ascolta il seguito:
“Porterai con te una coppia per ogni specie: oche e cavalli, echidne e salamandre, tigri, petauri, cammelli e pesci palla, cervi volanti, raganelle, polipi e rondoni, formiche, formichieri, testuggini, leopardi, gorilla, calamari, zanzare, falchi, panda, macaoni…“

–  Ehi, ehi! Fermo! Quanto è lunga questa lista?

–  Eh. Un bel po’.

–  E finisce coi Liocorni?-  Bravo! E sto pure generalizzando: solo di formiche ce ne sarebbero 13.452 specie diverse.

–  ‘sticazzi. E come avrebbe caricato tutto questo zoo sull’arca, il nostro Noè?

–  Uova! Embrioni congelati.

–  Ah… ecco.

–  L’unico sistema possibile per riuscire a trasportare un tale, meraviglioso, carico di biodiversità. È la prova che stiamo parlando di tecnologie e di civiltà evolutissime da cui abbiamo origine, di cui però abbiamo perso il ricordo e la conoscenza.

–  E le piante? E i fiori?

–  A parte che le piante sono già aliene per conto loro. I semi: capsule inerti che possono dormire e riattivarsi a distanza di anni, quando le condizioni diventano favorevoli. Non ti sembra alieno? Comunque sono arrivati qui anche loro congelati, grazie a una banca del germoplasma. Ecco: la nostra Genesi potrebbe andare avanti così: “Porterai con te semi di papavero e girasole, di rododendro e rosmarino, di lavanda, camomilla, baobab, gramigna e rambutan…”

–  Ok, ok. Mi hai quasi convinto. Però una cosa non si spiega: com’è che di quest’arca non è rimasta traccia?

–  Si è schiantata.

–  In che senso “schiantata”?

–  Lo sai com’era Noè… beveva! Lo sanno tutti. Prima di decollare dal suo pianeta inondato, avrà voluto brindare. Mica voleva arrivare proprio sulla Terra: aveva alzato il gomito, ha sbagliato manovra e si è schiantato qui.

–  Bella! Teoria senza dubbio originale. E vorresti divulgarla?

–  Certamente, perché è evidente che Dio si sta incazzando di nuovo. Ci ho pensato, sai, a questa storia del riscaldamento globale, che tutto si sta squagliando: ghiacciai, iceberg, strati di permafrost. Succederà: prima impercettibilmente, poi d’improvviso… “…ecco io mando il diluvio, cioè le acque su questo pianeta per distruggere sotto il cielo ogni creatura. E le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo…”

–  In effetti, finire affogati in un brodo di permafrost non è una bella prospettiva… ma dubito che questa volta Dio, sempre che esista, abbia voglia di stabilire una nuova alleanza e ci mandi un nuovo Noè.

–  Io ho fede.

–  Grazie tante, sei il parroco! A proposito: sarà interessante assistere alla reazione dei tuoi fedeli, e poi del Vescovo, quando racconterai queste cose durante la tua prossima omelia.

–  Io sono tranquillo. Tutta questa teoria non fa che confermare il messaggio evangelico: Dio ama le sue creature e viene a salvarle.

–  Di sicuro non salverà questo bar: è davvero squallido, sai? Mi dici perché Dio dovrebbe scomodarsi ancora una volta per questo pianeta, che è soltanto un minuscolo, insignificante, granello nell’universo?

–  Perché siamo unici! Non capisci? Tutte queste varietà: ogni insetto, quadrupede, volatile, pesce, fiore, albero e cespuglio. La vita come si è evoluta qui sulla Terra, non si può trovare uguale in nessun altro posto nella sconfinata distesa di stelle e di galassie. Questa nostra Terra è unica e irripetibile. Dio non può non volerla salvare! Perché è questa la verità: siamo una Galapagos dell’Universo.

–  Amen.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteCiboCittà Metropolitana di VeneziaEconomia&LavoroNaturaPreganziolRosso d'InvernoTreviso

Il Fiore d'Inverno si presenta da protagonista

2 minuti di lettura
A Preganziol (TV) e Mirano (VE) i primi appuntamenti dell’anno 2026 con il simbolo della tavola invernale Veneto – Nuovo anno, stessa…
Rosso d'Inverno

L’ombra di Zaira

19 minuti di lettura
Benvenuti nella sezione dedicata ai racconti del Concorso Letterario Nazionale “ROSSO D’INVERNO”, giunto quest’anno alla X edizione con il tema della “Leggerezza”, ispirato…
Rosso d'Inverno

Quell’attesa, una notte, nel bel mezzo di un gelido inverno

16 minuti di lettura
Benvenuti nella sezione dedicata ai racconti del Concorso Letterario Nazionale “ROSSO D’INVERNO”, giunto quest’anno alla X edizione con il tema della “Leggerezza”, ispirato…