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Gemini, servono altri uomini (e donne) col cappello!

2 minuti di lettura

E insomma, se la direttorissima (che mi vuole sempre, inspiegabilmente, troppo bene) chiama, io rispondo. E rispolvero in serata l’uomo col cappello.

Ci eravamo lasciati alcune settimane fa con l’Orceana che aveva sbancato il Taliercio ed era andata alle finali dei playoff per la promozione in A2. Viaggio breve…. Come da auspici di fine partita :-)

Stasera si ricomincia. E si ricomincia con la coppa Italia. Prima partita ufficiale in attesa del campionato. Che ripartirà il primo ottobre in trasferta, a Faenza. Poi il 7 ottobre prima in casa, al Taliercio, con Vicenza.

La partita di stasera si giocherà al “cubone” di Trivignano e non al Taliercio. I motivi sono diversi, anche se di fatto uno è preminente. Giocare al Taliercio costa, e una partita di settembre di coppa Italia non è certo un gran richiamo. Tant’è, e non è un problema.

Ma per quando inizierà il campionato mi auguro che Mestre si ricordi di quando la capienza del Taliercio era “fino a quando ci si sta“.

I Playoff di poche settimane fa hanno fatto intuire il potenziale. Un potenziale depauperato da anni di assenza dal basket più importante, dal fatto che l’altra squadra si è impossessata del Taliercio, dal fatto che molti mestrini (aaaagggghhhh) sono andati a vedere (e a tifare?) l’altra squadra.

E se si torna in A2? e se si torna in A1? E se dovesse esserci di nuovo la stracittadina, come molti anni fa? E se si dovesse giocare di nuovo con 3viso?

Perché questo accada bisogna che Mestre risponda. Non bastano i vecchi tifosi e i tifosi vecchi che sono stati al Taliercio per i playoff.

Serve che anche chi, per un motivo o per l’altro, in questi lustri è andato a vedere l’altra squadra, torni a vedere la “sua” squadra. Ci sono gli oltrepontini per l’altra squadra, no? Sì, sono sempre stati di meno, che al cubone dell’arsenale ci stavano in 3000, dove al Taliercio noi si era in 5000, un filo pigiati. Ma allora non c’erano i posti numerati. La capienza non era 3500 e rotti.

Tutto è cambiato da allora.

Gli abitanti sono diminuiti, si sono diversificati per provenienza. Oggi a Mestre si vedono ragazzi e ragazze di ogni colore e di ogni disegno degli occhi e del viso, di ogni altezza.

Senti parlare in dialetto, ti giri e vedi una ragazza con gli occhi a mandorla, un ragazzo lungo lungo nero. Ed è bellissimo.

Facciamoli venire tutti al Taliercio a tifare per la squadra della loro città! Noi iniziammo a farlo da adolescenti. Perché non dovrebbero farlo loro?

Servono anche altri uomini col cappello per il futuro!

credits foto Basket Mestre 1958

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