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Gelate tardive. 90 milioni di danni nel Veneto

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Le gelate “tardive” lasciano il segno. E in negativo. Nel 2021 i danni arrecati alla frutta da gelo ammontano a 90 milioni di euro nell’intero Veneto. La conferma viene da Condifesa TVB, il consorzio che tutela gli agricoltori dalle avversità atmosferiche o dal clima pazzo, divenuto da anni una costante e che colpisce puntualmente le imprese agricole. Danni in particolare sulle varietà precoci o precocissime di frutta (actinidia, albicocche, susine, ciliegie) ma anche ortaggi come gli asparagi.

Domenico Marcolin, vice presidente Condifesa TVB e frutticoltore da oltre un ventennio, spiega il problema: “Si tratta di gelate tardive, che negli ultimi anni sono divenute una costante, spesso arrivano anche nel mese di aprile causando danni consistenti alla frutticultura. Ci sono frutti più sensibili come l’albicocca e il kiwi che germogliano prima. Ma anche il resto della frutta nel 2021 ha subito danni pesanti come mele e ciliegie”.

Marcolin ha proseguito sulle perdite che interessano il prodotto: “Se brucia il germoglio non c’è produzione, ci possono essere perdite totali o parziali. Parziale in pratica se si brucia metà dei fiori quindi perdita del 50 per cento del raccolto”.

Come difendersi? “Molti frutticoltori mettono in atto sistema antibrina con aspersione di acqua e comunque rimane fondamentale la tutela assicurativa grazie all’importanti di Condifesa. Sul kiwi si usa l’aspersione dell’acqua sotto chioma attraverso l’uso dei “micro jet” che bagnano il manto erboso, lo fanno ghiacciare e per effetto dello scambio termico l’acqua ghiacciando rilascia calore che va a riscaldare i 1-2 gradi il frutteto. Sistemi sopra chioma vengono usati sulle mele o altri tipi di frutta”.

Da tempo Condifesa TVB ha organizzato incontri e convegni con i frutticoltori a livello regionale per toccare temi “cari” come cimice asiatica e gelate.

Come confermato dal direttore di Condifesa TVB, Filippo Codato: “È necessario studiare e promuovere soluzioni per le imprese agricole in vista di gelate future. In particolare interventi di difesa passiva assicurando il raccolto e difesa attiva progettando impianti antibrina e adottando pratiche colturali che ritardano naturalmente la ripresa vegetativa”. Ed ha concluso: “Oggi il clima pazzo è divenuto purtroppo una costante. Assistiamo a gelate fuori stagione, a piogge abbondanti e i lunghi periodi di siccità che determinano stress e perdita di qualità di alcuni dei nostri prodotti. Ci sono inoltre malattie nuove e vecchie come la Flavescenza Dorata, il Mal dell’Esca e gli insetti alieni come la cimice asiatica che sono dei veri nemici per le nostre colture e conseguentemente del reddito dei nostri associati. A questo punto risulta veramente fondamentale attivarsi con sistemi assicurativi, peraltro agevolati fino al 70% del costo, che vanno a tutelare i nostri agricoltori”.

Lorenzo Baldoni

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