«Siamo attoniti e inorriditi di fronte al bombardamento della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, la sola presenza cattolica nella Striscia. Supplichiamo chi ne ha il potere di fermare questa ingiustizia e di ascoltare il grido delle vittime».
È quanto dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito al bombardamento di stamane contro la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia a Gaza. «Nella piccola parrocchia di Gaza in questi anni sono state ospitate fino a 600 persone tra cui anziani, bambini e disabili accuditi dalle suore di Madre Teresa. Bombardare i luoghi di accoglienza – continua Fadda –, dove si vive in uno stile evangelico e nonviolento, significa spegnere ogni speranza di pace».
Vicinanza alla comunità della parrocchia. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) in una nota ha dichiarato: “Apprendiamo con sgomento dell’inaccettabile attacco alla chiesa della Sacra Famiglia di Gaza. Esprimiamo vicinanza alla comunità della parrocchia colpita, con un particolare pensiero a coloro che soffrono e ai feriti, tra i quali padre Gabriel Romanelli. Nel condannare fermamente le violenze che continuano a seminare distruzione e morte tra la popolazione della Striscia, duramente provata da mesi di guerra, rivolgiamo un appello alle parti coinvolte e alla comunità internazionale affinché tacciano le armi e si avvii un negoziato, unica strada possibile per giungere alla pace. Ringraziamo la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, per il suo messaggio di solidarietà e quanti, in queste ore, stanno manifestando la loro prossimità alla Chiesa cattolica”.
Foto di Andrew West da Pixabay
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