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Gaming Mobile: il futuro dell’intrattenimento?

3 minuti di lettura

Il mondo del gaming è stato travolto negli ultimi dieci anni da una vera e propria rivoluzione che va sotto il nome di gaming mobile. Dall’arrivo dei primi modelli di iPhone e delle prime app a oggi è passato un tempo relativamente breve ma è stato sufficiente per trasformare lo smartphone nel dispositivo di gioco più diffuso e utilizzato nel mondo. Ma quali sono i dati di questo fenomeno? E quali saranno i possibili canali di sviluppo del settore negli anni a venire? Proveremo a capirlo nelle prossime righe.

Nel 2022 fece scalpore una ricerca di mercato prodotta da Newzoo e relativa alle tendenze in atto nel mondo dell’intrattenimento. Il dato più importante che emerse fu che circa il 79% delle persone che aveva effettuato un accesso a internet con lo smartphone nei mesi precedenti l’aveva fatto almeno una volta per giocare online.

Percentuale che saliva addirittura al 90% per quanto riguarda i dati di consumi delle cosiddette generazioni Z e Alpha. A stupire di più, però, è stato il dato relativo alle singole fasce di età: dopo i giovani i maggiori appassionati di gaming mobile sono le persone di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Ulteriore riprova dell’eterogeneità e varietà di un mercato in costante espansione.

Lo smartphone, quindi, ha decisamente soppiantato PC e console come device di gioco preferito. Un assunto ancora più valido nel nostro Paese in cui i videogiocatori mobile sono circa 9 milioni con un bilanciamento tra pubblico maschile e femminile quasi perfetto.

Molto del merito del boom del gaming mobile va ascritto ai nuovi cellulari pensati appositamente per giocare in mobilità. Dispositivi che hanno poco da invidiare alle console portatili e ai Pc, capaci di far “girare” senza rallentamenti anche le migliori piattaforme di intrattenimento oggi disponibili online. Stiamo parlando di smartphone con batterie piccole e con ricarica superveloce, memoria RAM e interna che può rivaleggiare con quella di un computer, schermi sull’ordine dei 6-7 pollici con risoluzione HD e dotati di un sistema di ventole pensato appositamente per dissipare il calore durante le sessioni di gioco più lunghe.

Il massimo della tecnologia applicato a dispositivi multifunzione dedicati e progettati anche per i gamer professionisti, categoria che pian piano si sta “staccando” dalle postazioni fisse per investire le proprie energie negli e-sports in versione mobile.

In tal senso uno dei trend di sviluppo più interessanti per il prossimo futuro è quello che vede questi stessi smartphone trasformarsi in veri e propri controller ibridi da utilizzare anche nei giochi per PC e console. Una novità che presenta due vantaggi agli appassionati di gaming: da una parte consente di divertirsi in modalità multiplayer senza acquistare obbligatoriamente controller aggiuntivi. Dall’altra permette di sfruttare il telefono come gamepad anche per i giochi nativi per PC, pensati per essere “giocati” principalmente con tastiera e mouse.

Il comparto del gaming mobile si sta anche affermando come terreno fertile per la compenetrazione di tecnologie diverse. Nello sviluppo dei nuovi giochi stanno entrando in campo il cloud gaming, l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e quella aumentata. Innovazioni che non soltanto stanno cambiando il modo in cui giochiamo in mobilità ma che sono destinati a rivoluzionare profondamente tutto il mondo dell’intrattenimento, sia quello classico che quello più “moderno”.

Oggi i giochi più esigenti a livello di prestazioni grafiche e di memoria, un tempo inaccessibili senza hardware costosissimi, sono a portata di login grazie al cloud gaming. Allo stesso tempo AR e VR trasformano l’ambiente fisico in un vero e proprio terreno di gioco, garantendo esperienze caratterizzate da un’immersività impensabile appena 15 anni fa.

Intorno al campo e alle strategie di mercato c’è grande curiosità per capire come i grandi colossi dell’intrattenimento risponderanno alle esigenze delle nuove generazioni. Difficile fare previsioni precise in tal senso anche se i recenti investimenti in servizi iperpersonalizzati che sfruttano AI e machine learning fanno intuire la direzione che verrà intrapresa dai produttori di hardware e software nei prossimi cinque anni.

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Classe 1993, è giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Verona. Ama i cani, i libri e i viaggi. Scrive di ambiente, politica, assaggi, turismo.
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