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Galeotto fu il libro e chi lo scrisse

Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Libro e della sua pubblicazione, ovvero la tutela della proprietà intellettuale, attraverso il copyright

L’idea di dedicare una giornata al libro è stata proposta per la prima volta dallo scrittore spagnolo Clavel Andrés nel 1923, e la Spagna la celebrò per la prima volta nel 1926. In seguito, l’UNESCO ha adottato questa idea e l’ha resa una celebrazione globale nel 1995.

Giornata Mondiale del Libro

La data del 23 aprile è stata scelta in quanto segna l’anniversario della morte di tre grandi autori: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega.

La Giornata Mondiale del Libro ha lo scopo di promuovere la lettura e l’amore per i libri, oltre a valorizzare il contributo degli autori alla cultura. L’evento è anche un’opportunità per riflettere sul ruolo del copyright e della proprietà intellettuale nella protezione dei diritti degli autori e degli editori. Offre anche un’opportunità per riflettere sulla lettura e sul suo ruolo nella promozione della conoscenza, della diversità culturale e della tolleranza.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse

La frase più celebre riguardo al tema della lettura di un libro e del suo autore, è senz’altro di Dante Alighieri, nel suo Inferno, canto quinto. Nel cerchio dei lussuriosi, Dante incontra Francesca che gli racconta la storia della sua passione adultera per Paolo, scoppiata mentre i due stavano leggendo un libro.

Era un romanzo cavalleresco, oggi lo definiremmo “rosa”, dove la regina Ginevra, sposata con il re Artù, bacia il cavaliere Lancillotto. Galeotto, Galehaut, è il nome del mezzano che fa da tramite tra gli amanti Ginevra e Lancillotto.

Dunque la colpa è dello scrittore che attraverso la sua opera, il libro, ‘stimola’ i novelli amanti. In effetti, Dante vuole discostarsi da un genere letterario al quale aveva aderito in gioventù: il dolce stil novo.

La celebre frase pone l’accento sulla responsabilità di chi scrive mentre la giornata mondiale di oggi, 23 aprile, vuole porre l’attenzione sulla proprietà dell’autore.

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Il copyright, che in inglese significa “diritto di copia”,  è il termine che identifica il diritto d’autore. Questo è molto diverso nei vari paesi e ha anche molti aspetti diversi.

La Legge 633/1941 regolamenta il diritto d’autore in Italia. Un testo coperto da diritto d’autore è solitamente abbreviato con il simbolo di una c all’interno di un cerchio. Quando non è presente nella tastiera, si utilizza la lettera (c) posta tra parentesi, in base alla Convenzione di Berna.

Ai sensi della Convenzione di Berna, la durata tipica della protezione del diritto d’autore è di 50 anni dalla data di pubblicazione. Questa è una media: le leggi nazionali sono generalmente più lunghe di questo periodo.

Il concetto di uso corretto limita in alcuni casi la portata del diritto d’autore al fine di garantire l’equilibrio tra la protezione delle opere e il diritto del pubblico all’informazione. https://biblioteche.cultura.gov.it/it/documenti/Eventi/2014/0.l_633.pdf

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