Ispirato a fatti realmente accaduti con i premi Oscar Michael Caine e Glenda Jackson, il film racconta la “fuga” dell’ottantenne Bernie Jordan che, per il 70° anniversario dello sbarco in Normandia, scappa via dalla casa di riposo dove vive con la moglie per commemorare i caduti e onorare la memoria, la notizia avrà grande spazio e ci saranno tante prime pagine di giornali
Partiamo subito dal culto, ossia dalla coppia Michael Caine e Glenda Jackson, che, nella loro ultima apparizione sbarcano è proprio il caso di dirlo, nella nostra più intima emotività, con la fuga repentina di Bernie Jordan (Michael Caine) che abbandona tutto, compresa l’adorata moglie Irene (Glenda Jackson, scomparsa a giugno dell’anno scorso), senza dire nulla a nessuno, la missione segreta o proibita è la memoria e la devozione, che si palesano nella Normandia e in altri veterani di guerra.
In un gesto estremo Bernie, liberando sofferenze laceranti e ricordi, disarciona in un colpo solo l’incalzare dell’accettazione del passato accettando di buon grado la sfida.
La line up storica della regia di Oliver Parker, che non si sottrae ovviamente al passato e ai ricordi, autentici simulacri della pellicola, raggiunge in un colpo solo la storia d’amore e il passato bellico.
Quest’ultimo intriso di cicatrici, giovinezza e drammi irrisolti ha un luogo, il nord della Francia, un lungo viaggio e gli incontri di ex soldati.
Il frontespizio della grande attenzione mediatica riguardo il suo gesto, con lui assolutamente ignaro e il ritorno in patria atteso da schiere di reporter desiderosi di intervistarlo, donano alla storia quell’alone di drammatica contemporaneità, giusta e celebrativa.
Per ricordare il passato che non passa mai.
Photo credit by Ansa
Intravisti per voi di Mauro Lama
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