Il saggista e insegnante Franco Nembrini rilancia il ruolo dell’adulto come guida nel tempo dello smarrimento giovanile: “I ragazzi chiedono la presenza di adulti motivati, entusiasti, con certezze da poter condividere”
“Il dovere degli insegnanti è tornare a esserlo. Insieme possono farlo, ci sono tutti gli strumenti per farlo. Ci vuole solo un po’ di coraggio e un grande amore per la verità”. Con queste parole, Franco Nembrini — insegnante e saggista — è intervenuto al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, riflettendo sul compito educativo più urgente oggi di fronte allo smarrimento delle nuove generazioni.
Secondo Nembrini, i giovani non cercano nozioni o modelli irraggiungibili, ma adulti autentici: persone motivate, entusiaste, capaci di trasmettere certezze da mettere alla prova insieme, camminando accanto a loro. “Quel tipo di adulto che un tempo si chiamava maestro,” sottolinea, “oggi è sempre più difficile da trovare.”
Di fronte a questa assenza, l’invito è chiaro: gli insegnanti devono avere il coraggio di guardarsi dentro, con onestà e lealtà, per tornare a essere presenze significative. Non si tratta di un’impresa individuale, ma di una sfida condivisa.
In un tempo in cui la crisi educativa si intreccia con quella culturale e sociale, Nembrini propone una via semplice ma radicale: rimettere al centro la figura dell’adulto come testimone. Qualcuno che, prima ancora di insegnare, vive ciò in cui crede.
Solo così, conclude, si può ricostruire quella relazione educativa profonda di cui i ragazzi hanno bisogno. Un rapporto fondato non sul ruolo, ma sulla verità vissuta.
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