Domenica 29 ottobre 2023 il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che entro il prossimo anno il diritto all’aborto verrà inserito nella Costituzione. Il capo dell’Eliseo ha scritto che il progetto di legge costituzionale sarà inviato al Consiglio di Stato questa settimana e presentato al Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno. La proposta è quella di aggiungere all’articolo 34 della Costituzione questa frase: “la legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà della donna, che le è garantita, di fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza”.
Macron ha anche ri-condiviso un suo video, risalente all’8 marzo, in cui ricorda Gisèle Halimi, l’avvocata simbolo della lotta per il diritto all’aborto in Francia negli anni ’70. L’interruzione volontaria di gravidanza è stata depenalizzata nel 1975, tre anni prima che in Italia, grazie all’impegno della donna. Tuttavia, la legge francese non prevede nulla che assicuri che questo diritto sia sempre rispettato. Perciò è necessario che entri a far parte della Costituzione: “I diritti delle donne sono sempre una conquista fragile”, ha aggiunto Macron nel video, che vuole così “indirizzare un messaggio universale di solidarietà a tutte le donne che oggi vedono calpestato questa libertà”.
Il contesto internazionale
La mossa di Macron arriva dopo che nel giugno 2022 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva ribaltato una storica sentenza sul caso Roe contro Wade sull’aborto, con la quale era stata eliminata la garanzia costituzionale al diritto di interrompere la gravidanza. Il rovesciamento ha scatenato una serie di proteste e manifestazioni da parte delle donne americane e delle organizzazioni per i diritti umani.
Nel luglio 2022, dopo il caso statunitense, il Parlamento europeo aveva deciso di intervenire sul tema, chiedendo e approvando l’inserimento del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Quasi tutti gli Stati membri dell’Unione europea consentono di abortire su richiesta.
Le reazioni in Francia
La decisione di Macron ha ricevuto il sostegno della maggior parte della popolazione francese e delle associazioni femministe. Secondo un sondaggio dell’Istituto Elabe, l’86% dei francesi si dichiara favorevole all’inserimento del diritto all’aborto nella Costituzione. Tra le donne, la percentuale sale al 91%. Anche tra i partiti politici, c’è un ampio consenso. Solo il partito conservatore Les Républicains e il partito di estrema destra Rassemblement National hanno espresso delle riserve o delle critiche alla proposta.
Perché il diritto all’aborto diventi effettivamente parte della Costituzione francese, però, non basta la volontà del presidente. Il progetto di legge dovrà essere approvato da una maggioranza qualificata di tre quinti del Parlamento riunito in Congresso (Assemblea nazionale e Senato) o da un referendum popolare. In entrambi i casi, si tratta di procedure complesse e incerte, soprattutto alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
