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Francia, cade il governo

Adieu, era dal 1962 che non accadeva. Cade il governo in Francia

Succede che il governo di Michel Barnier appena dopo 2 mesi e 29 giorni cade sotto la scure di una mozione di sfiducia della gauche, votata pedissequamente da Marine Le Pen e dalla sua estrema destra e passata in Assemblée National. Era dai tempi di George Pompidou, parliamo dei primissimi anni 60, che non si verificava questo. Il tutto passato con 331 voti a favore contrari 289, per la contabilità spiccia.

Ca va sans dire, con il presidente Emmanuel Macron che, appena rientrato dall’Arabia Saudita in visita di Stato intende nominare un successore in brevissimo tempo.

Il momento della responsabilità sembra essere arrivato, questo tanto per intenderci era il tono del primo ministro prima del voto, ma ora il rovesciamento di fronte inatteso o meno, porterà Barnier questa mattina alle 10 all’Eliseo per presentare le dimissioni del suo governo a Emmanuel Macron, come previsto dall’articolo 50 della Costituzione, vista la mozione di sfiducia da parte dei deputati.

Con lo stesso Macron che parlerà alla nazione questa sera alle 20.00 e chiarisce di temere nell’immediato turbolenze e mancanza di credibilità del paese, anche in vista dell’imminente arrivo di Donald Trump a Parigi in occasione della riapertura della cattedrale di Notre-Dame, restituita agli antichi splendori.

Con il futuro prossimo che sembra arridere ad una forma di accordo di non-censure o di un Barnier bis, ma qui si ritornerebbe al 1962, con Georges Pompidou riconfermato, anche se in quel caso Charles De Gaulle sciolse l’Assssemblèe Nationale, oggi mossa impossibile almeno fino a giugno.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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