Lunedì 15 giugno 2020 – Si è svolto questa mattina all’ingresso dell’ospedale di Dolo il presidio con volantinaggio organizzato dalla FP CGIL di Venezia per chiedere il riavvio delle attività dell’area materno infantile del presidio ospedaliero.
All’iniziativa hanno partecipato portando il loro sostegno Vania Trolese assessore del Comune di Camponogara, Luigina Stramazzo e Rita Zuin promotrici della petizione online di un gruppo di donne per chiedere l’immediata riapertura del punto nascite dell’Ospedale oltre a rappresentanti del Comitato Marcato.
“La chiusura per emergenza Covid dell’area materno infantile ha privato il territorio della Riviera del Brenta che conta 130.000 abitanti di un servizio fondamentale penalizzando donne e bambini” – dichiara Marco Busato, della Fp Cgil
“Ormai sono trascorsi quasi due mesi dal riavvio delle attività ospedaliere – continua Busato – e l’Ospedale ha visto la ripartenza di altri reparti tra i quali la chirurgia, l’ortopedia, l’urologia e l’oculistica. Davvero non comprendiamo la scelta della Direzione di tenere ancora chiusa l’area materno infantile e a tutt’oggi non vi sono comunicazioni da parte dell’Ulss di tempistiche certe per la riapertura. Questo ci preoccupa perché la chiusura significa anche privare questa area territoriale di tutta la professionalità acquisita nel tempo da questo personale che ha garantito un’assistenza di alto livello. Anche per questo motivo chiediamo con forza la riapertura di questo servizio”.
“Un’altro aspetto che va sottolineato – prosegue il sindacalista – è che Dolo resta Ospedale Covid così come previsto dalla delibera regionale che riorganizza la rete ospedaliera per fornteggiare un ritorno dell’epidemia. Lo diciamo in modo chiaro: va trovato il modo per evitare la chiusura delle attività chiururgiche in caso di ripresa del Coronavirus in modo da non penalizzare i cittadini della Riviera. Va inoltre individuato nuovo personale nel caso di rattivazione di posti letto aggiuntivi, ed anche per questo abbiamo chiesto un confronto con la Direzione perché l’applicazione della delibera regionale venga discussa con le organizzazioni
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