RIAPERTURA SERVIZI EDUCATIVI – NON FACCIAMO LA CAMPAGNA ELETTORALE SULLA SALUTE DEI BAMBINI
Apprendiamo con sconcerto che la Regione Veneto sta valutando di aprire i servizi educativi per concludere questo anno scolastico, ci pare una scelta più improntata alla campagna elettorale in arrivo che alla salute dei bambini – dichiara Daniele Giordano Segretario Generale Fp Cgil.
Come Cgil siamo già estremamente preoccupati per la riapertura dei centri estivi e delle attività ricreative che pur essendo svolte all’aperto non sono comunque esenti da rischi per la salute dei bambini, delle educatrici, delle insegnanti e del personale ausiliario.
Siamo consapevoli che dopo tre mesi serva ai bambini ritrovare momenti di socialità e per questo abbiamo ritenuto, pur con diverse riserve, la riapertura dei centri estivi come una possibile risposta ai bisogni dei più piccoli e delle famiglie. Non ci sfugge nemmeno che la chiusura dei servizi educativi sta pesando, a causa delle mancanze del Governo, quasi interamente sulle donne.
Equiparare però il progetto educativo alle attività ricreative non solo è umiliante per tutto il personale che opera nelle scuole, che non fanno certo i sorveglianti, ma è anche un azzardo per la salute dell’intera comunità.
Non è accettabile che si affronti il problema delle scuole solo e soltanto come una questione di protocolli per la salute, ammesso che la si riesca a garantire, come se fosse un supermercato o un’azienda di bulloni perché al centro dovrebbe stare anche il valore pedagogico della scuola e l’importanza che nella riapertura non venga accantonato.
L’attività didattica, specialmente nella fascia 0/3 anni, è fondata sul contatto e sul legame tra bambini e educatrici e non può in alcun modo essere equiparata ad una semplice attività ludica.
Quello che emerge dai confronti che la Regione Veneto sta tenendo è che si equiparano i servizi educativi ai centri ricreativi con il chiaro risultato di buttare via l’alto valore della scuola trasformandola solo un parcheggio in cui i genitori lasciano i bambini.
Sarebbero da valutare con le lavoratrici e degli esperti delle eventuali sperimentazioni per la fascia 3/6 anni in modo da capire come costruire le condizioni per una vera ripresa a settembre e utilizzare un gruppo di lavoro con pedagogisti ed esperti del settore che possono contribuire a ripensare gli spazi, le modalità della didattica e l’approccio con i bambini e le famiglie. Di tutto questo non vediamo minimamente traccia.
Come Fp Cgil di Venezia – conclude Giordano – è bene che la Regione sappia che ci opporremo con tutte le forze valutando tutte le forme di mobilitazione possibile a riaperture generalizzate che non garantiscono la salute delle lavoratrici e che cancellano il valore educativo delle nostre scuole.
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