NO ALLA PROPAGANDA SULLA SALUTE DEI LAVORATORI
Leggiamo con stupore articoli di stampa che affermano che in Veneto i casi di operatori positivi al COVID-19 siano pochissimi.
Per Daniele Giordano, Segretario Generale e Marco Busato responsabile Sanità della Fp Cgil Venezia “Queste affermazioni non solo non rappresentano la realtà, ma sono completamente da respingere perché stiamo parlando di donne e uomini che danno il massimo e anche solo un operatore contagiato mentre svolge il proprio lavoro è una sconfitta per il sistema sanitario”.
I numeri tra l’altro ci paiono un po’ “sballati”.
Al 10 marzo l’Ulss Serenissima registrava 202 lavoratori in isolamento domiciliare per contatto stretto, a molti dei quali non è mai stato effettuato un tampone per verificare le effettive condizioni.
Successivamente questa politica di prevenzione è stata messa in discussione e sappiamo tutti che si è arrivati all’assurda norma, che come Cgil abbiamo fortemente contestato, di far lavorare il personale anche se positivo asintomatico.
Al 23 marzo la situazione certificava 59 lavoratori positivi (7 medici 24 infermieri 18 OSS e 10 altro).
Al 2 aprile si registravano 13 lavoratori sintomatici a domicilio, 76 asintomatici e 2 ricoverati e non i 31 emersi oggi dai dati pubblicati.
Sappiamo anche che il numero di operatori positivi nei giorni successivi è cresciuto, di poco, ma costantemente.
Appare anche più assurdo che si possano esaltare questi dati quando a circa 50 giorni dall’emergenza è stato sottoposto a tampone solo il 44% degli infermieri, il 43% dei medici e il 51,53% degli OSS.
“Dati fortemente allarmanti – sottolineano Giordano e Busato – in considerazione che la campagna “a tappeto” lanciata dalla Regione evidentemente non sta sortendo gli effetti sperati se più della metà del personale non è mai stato sottoposto a tampone, e una parte di quelli a cui è stato effettuato ancora aspettano l’esito”.
“Come Cgil – proseguono – invitiamo tutti ad evitare la propaganda sui numeri che non sono certo buoni e che potremo esaltare solo quando i lavoratori della sanità smetteranno di ammalarsi e saranno adeguatamente protetti”.
“Come sindacato continuiamo a registrare segnalazioni in merito alla carenza di dispositivi di protezione o alla loro inadeguatezza, per i lavoratori della sanità come per quelli degli appalti che dovrebbero essere allo stesso modo protetti.
Auspichiamo – concludono – che si smetta di rappresentare i lavoratori come una percentuale perché stiamo parlando di donne e uomini che hanno delle famiglie che devono tutelare e che stanno rischiando la loro vita per la salute di tutti”.
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