“Emerge con chiarezza che la Regione Veneto avrebbe dovuto intervenire prima con azioni urgenti e cogenti nei confronti delle strutture residenziali per far fronte all’emergenza Coronavirus, anche nel nostro territorio con la presa in carico complessiva, ad esempio , da parte delle Ulss di riferimento e con azioni uniformi da imporre a tutte le strutture, pubbliche e private – dichiara Italia Scattolin” della Fp Cgil di Venezia.
“Riteniamo vada rivisto tutto il sistema di governo di queste realtà – prosegue la sindacalista – nel quadro d’insieme ci sono anche situazioni positive, soprattutto nella gestione pubblica che va rafforzata e implementata, ma serve una presa in carico della Regione e un protagonismo di sistema delle Ulss e dei sindaci per poter dopo la crisi ripartire con risorse e sicurezza nelle strutture”.
Le preoccupazioni e le denunce della Fp Cgil si sono nel frattempo materializzate e i dati parlano chiaro: dati pesanti sulla vita degli anziani e degli operatori.
Spiega Scattolin “Operatori che in questa emergenza pandemica hanno subito la mancanza di una regia chiara e tutta l’inadeguatezza dei sistemi di protezione e sicurezza, in una carenza di organico cronica aggravata dall’aumento del contagio tra i colleghi, costretti quindi a carichi di lavoro massacranti e ad orari di lavoro inusuali ma anche ad attività “inedite” come, dopo una minima formazione, l’effettuazione dei test de contagio ai propri colleghi dopo e ad intervenire nelle aree infettive con attività sanitarie”.
“Riteniamo preoccupante che si è pensato di sottoporre questi lavoratori a tampone o a test rapido solamente con estremo ritardo – accusa la dirigente sindacale -.
Nel frattempo sono stati chiamati a gestire la paura dal contagio e la preoccupazione della sicurezza del ritorno a casa per le proprie famiglie.
Parliamo di donne e uomini con una professionalità poco considerata, sicuramente remunerata non adeguatamente a fronte della dignità, del coraggio e del senso di responsabilità emersi in questi due mesi di emergenza Coronavirus”.
“Siamo quindi convinti – prosegue – che a queste lavoratrici e a questi lavoratori, che sono stati e sono tutt’ora fondamentali nella gestione dell’emergenza, così come per i lavoratori della Sanità, vada riconosciuto un miglioramento economico”.
“Siamo inoltre convinti che gli accertamenti in corso della magistratura sulle strutture che hanno visto un massiccio numero di contagi tra ospiti e lavoratori non potranno che tutelare questi ultimi” conclude.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

