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Forza non è violenza: Presentato il progetto sociale e lo spot ufficiale a Treviso

4 minuti di lettura

Lo sport si fa portavoce di un messaggio cruciale: la vera forza non risiede nella violenza, ma nel rispetto e nella responsabilità. È stato presentato oggi a Treviso il progetto sociale “Forza non è violenza”, un’iniziativa promossa da YET Società Benefit del Gruppo RR Group, che mira a contrastare la violenza di genere attraverso il coinvolgimento del mondo sportivo e delle imprese.

TREVISO.Si chiama «Forza non è violenza» e nasce a Treviso, ma punta a diventare un modello replicabile su scala nazionale. L’iniziativa, presentata in conferenza stampa nella cornice di Verde Sport a La Ghirada, porta la firma di YET Società Benefit, nuova realtà del Gruppo RR Group — operativo nel settore dell’energia nei mercati domestico, condominiale e impresa-industria — che ha deciso di coniugare l’attività commerciale a una missione di responsabilità sociale. Il debutto di YET coincide esattamente con il lancio del progetto: un atto fondativo che segnala con chiarezza le priorità di questa azienda.

L’idea di fondo è tanto semplice quanto ambiziosa: usare il linguaggio universale dello sport per smontare, una convinzione alla volta, la cultura della violenza di genere. A farlo sono cinque volti tra i più riconoscibili del panorama sportivo veneto e nazionale — Ricky Pittis, storico capitano della pallacanestro italiana; Emma Daiddo del Basket Femminile Conegliano; Sofia Giacomini delle Red Panthers Rugby; Giosuè Zilocchi del Benetton Rugby; e Matteo Chillo, capitano del Nutribullet Treviso Basket — protagonisti di uno spot presentato in anteprima durante la conferenza

Il meccanismo: fondi raccolti dalle imprese, decisi da una commissione mista

Al di là del messaggio mediatico, «Forza non è violenza» si struttura come un programma di finanziamento continuativo. YET metterà a disposizione la propria rete di collaboratori per raccogliere donazioni dalle imprese, che confluiranno in un fondo destinato a sostenere progetti locali impegnati nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Una commissione, che sarà costituita nei prossimi mesi e includerà rappresentanti delle società sportive aderenti, valuterà le candidature e selezionerà ogni anno i progetti meritevoli.

Il percorso culminerà in un evento annuale — una vera e propria cerimonia di riconoscimento — durante la quale saranno premiate le realtà sostenute e valorizzati gli esempi più significativi di impegno sociale sul territorio.

«La violenza è sempre una sconfitta»

A spiegare la genesi e la filosofia del progetto è Adriano Frezza, amministratore delegato di YET Società Benefit: «YET per il Sociale è una società benefit nata all’interno della holding RR Group S.r.l., che ha fatto della cura delle proprie persone una scelta strutturale, prima ancora che valoriale. L’azienda è composta in maggioranza da collaboratori giovani, molti dei quali alla prima esperienza lavorativa, con una presenza femminile significativa. Crediamo che l’impresa abbia una responsabilità precisa nella formazione delle persone che vi lavorano, non solo professionalmente, ma come individui, come cittadini, come futuri adulti nella società».

Una responsabilità che YET traduce già internamente in un programma di welfare strutturato: conferenze su prevenzione e alimentazione, visite senologiche e urologiche gratuite per i collaboratori, percorsi informativi in collaborazione con la LILT. «”Forza non è violenza” — prosegue Frezza — è un programma di impatto sociale con focus prioritario sulla prevenzione. Il punto di partenza è una convinzione semplice: la forza diventa virtuosa quando è finalizzata a proteggere e a proteggersi. La violenza — fisica, psicologica, manipolativa — non è mai la soluzione. Il messaggio passa attraverso chi ha dedicato la propria vita alla forza intesa nel senso più alto: disciplina, sacrificio, rispetto dell’avversario e di sé stessi».

Pittis: «La vera forza è saper rispettare»

Il testimonial d’eccezione del progetto è Ricky Pittis, leggenda del basket italiano, che nello spot appare nei panni di chi ha costruito una carriera sull’intensità fisica senza mai confonderla con la prevaricazione. «La vera forza non è mai imporre la propria volontà sugli altri. La vera forza è saper rispettare, ascoltare e proteggere. Ho aderito a questo progetto perché credo che lo sport possa aiutare a trasmettere questi valori soprattutto alle nuove generazioni», afferma Pittis.

Verde Sport: «”Forza non è violenza” ha casa qui»

La scelta della sede non è casuale. Verde Sport e La Ghirada rappresentano da decenni il cuore pulsante dello sport trevigiano, luogo in cui si formano campioni e si coltivano valori. Enrico Castorina, amministratore delegato di Verde Sport, ha aperto i lavori della conferenza con parole che tracciano un solco netto: «Lo sport rappresenta una straordinaria palestra di vita. Insegna il rispetto delle regole, delle persone e delle differenze. Ospitare la nascita di un progetto come “Forza non è violenza” significa ribadire il ruolo educativo che lo sport può e deve svolgere all’interno della società». Poi l’annuncio: «Da oggi, “Forza non è violenza” ha la propria casa qui, presso Verde Sport».

Le società sportive: «Responsabilità che va oltre il risultato»

L’adesione delle principali realtà sportive trevigiane non è stata scontata — richiede impegno, esposizione pubblica, e la disponibilità degli atleti — ma è arrivata convinta. Antonio Pavanello, presidente del Benetton Rugby, lo dice senza mezzi termini: «Le società sportive hanno una responsabilità che va oltre il risultato agonistico. Gli atleti sono punti di riferimento per tanti giovani e possono contribuire a diffondere messaggi importanti. Per questo abbiamo aderito con convinzione a un’iniziativa che promuove il rispetto e il rifiuto di ogni forma di violenza».

Giovanni Favaro, direttore generale del Nutribullet Treviso Basket, sottolinea la forza comunicativa della materia prima: «Lo sport ha la capacità di parlare un linguaggio universale e di raggiungere persone di ogni età. Se utilizzato nel modo giusto, può diventare uno strumento potente di educazione civica e culturale. “Forza non è violenza” va esattamente in questa direzione».

Particolarmente significativa la voce di Marco Giordano, presidente del Basket Femminile Conegliano, realtà che il tema della violenza di genere lo vive con urgenza quotidiana: «Per una società sportiva femminile, il contrasto alla violenza di genere è un tema particolarmente sentito. Partecipare a questo progetto significa contribuire a costruire una comunità più consapevole, nella quale il rispetto sia un valore quotidiano e condiviso».

Un modello permanente, non una campagna

Ciò che distingue «Forza non è violenza» da molte iniziative analoghe è la dichiarata volontà di strutturalità. Non si tratta di una campagna con una data di scadenza, ma di un ecosistema pensato per durare: sede fissa, commissione permanente, fondo annuale, evento di premiazione ricorrente. Alla conferenza hanno preso parte, oltre ai già citati, anche Paolo Remini e Alessandro Rigo, anch’essi amministratori delegati di YET Società Benefit, insieme ad alcuni atleti in rappresentanza delle società coinvolte.

Il messaggio collettivo che emerge dall’iniziativa è chiaro: quando impresa, sport e territorio lavorano insieme su un obiettivo condiviso, il cambiamento culturale non è un’utopia. È, semmai, una questione di metodo.

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