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Forte Marghera: giunta approva progetto per ristrutturare casermette napoleoniche ed edificio 29

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La Giunta comunale ha dato il via libera, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, al progetto di fattibilità tecnico economica dell’intervento del valore di 7 milioni di euro, finanziato con fondi del Mibac, che prevede, all’interno del piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” il recupero, a Forte Marghera, delle due casermette di età napoleonica (edificio n. 8 e n. 9) per il valore storico e monumentale delle singole architetture e per il valore paesaggistico correlato al sistema costituito dagli stessi edifici e dal porticciolo, e dell’edificio n. 29, fabbricato a capannone del primo Novecento a oggi privo di copertura.
 

 
“Secondo gli accordi con il ministero per i Beni e le Attività culturali – spiega l’assessore Zaccariotto – l’obiettivo è di recuperare gli edifici per i quali si privilegia un utilizzo a fini espositivi e museali. Tutti i lavori saranno eseguiti da Insula S.p.A. e si andranno ad aggiungere ad ulteriori importanti interventi, in corso di realizzazione o già eseguiti, all’interno dello stesso complesso. Nello specifico 5 milioni sono stati destinati per interventi in corso per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria del sito come l’illuminazione pubblica, gli scarichi fognari e di acque meteorologiche, la realizzazione di una rete di cavidotti per la telefonia e l’energia elettrica e la manutenzione straordinaria dei ponti d’accesso al Forte e di collegamento della Cinta esterna con il Ridotto. A questi si aggiungono altri 1.340.000 euro per la ristrutturazione, già eseguita, dell’edificio 53 situato nei pressi del portone d’ingresso del Forte e altri 670mila euro per l’edificio n. 1, quello dal maggior pregio dal punto di vista storico-testimoniale visto che, nella sua struttura, è integrato, come parte basamentale, il ponte cinquecentesco, unica testimonianza storica ancora esistente dell’antico borgo medioevale di Marghera, sotto il quale scorreva un ramo del Marzenego prima di confluire nel canale Osellino verso Campalto. A questi poi abbiamo aggiunto un altro milione di euro che abbiamo investito per la realizzazione di un nuovo ponte a cavallo del Canal Salso e del percorso ciclopedonale che unirà via Torino e il Parco di San Giuliano passando proprio per la zona di Forte Marghera, la cui messa in opera inizierà entro il prossimo maggio. Questi lavori testimoniano quanta attenzione il sindaco Luigi Brugnaro e la Giunta stiano mettendo per la valorizzazione e il recupero di Forte Marghera, anche attraverso l’impulso dato con la creazione della nuova Fondazione. Un luogo che, passo dopo passo, e grazie all’impegno di tanti, tra i quali Muve e la Biennale, sta tornando a vivere e si sta arricchendo di iniziative e mostre”.
 
Le casermette 8 e 9. sono le caserme difensive – progettate e realizzate dai francesi (in parte completate dagli austriaci) – fabbricate “a prova di bomba”, poste nel lato più protetto a sud e disposte simmetricamente rispetto all’asse principale del Forte. Sono i due edifici gemelli più emblematici del patrimonio monumentale ottocentesco del forte militare. Si tratta di fabbricati a pianta rettangolare di circa 83 metri per 15. La struttura portante è in muratura in laterizio con parti significative in pietra d’Istria. Sono presenti evidenti segni di dissesto sulla caserma 8 e di degrado generale delle strutture. La caserma 9, pur mantenendo l’impianto originario, presenta due superfetazioni di inizio Novecento, quali corpi addossati sul fronte sud, uno dei quali risulta parzialmente crollato. Il degrado di strutture e sovrastrutture è evidente.
 

 
“Il tipo di intervento – spiega Nicola Picco, presidente di Insula S.p.A. – sarà di tipo conservativo e, considerato il vincolo monumentale, si prevede di agire con una manutenzione degli edifici inserendo dotazioni impiantistiche ed, eventualmente, rimuovendo parti ritenute incongrue. Quindi, è previsto il consolidamento sia delle strutture attraverso un miglioramento sismico, che delle sovrastrutture. Inoltre si procederà alla realizzazione di servizi igienici, di un impianto elettrico e di illuminazione interna, di impianti termici a valenza “produttiva” o di esposizione generica temporanea. Le casermette saranno anche riportate alla configurazione originale, con la copertura centrale piana realizzata a terrazza con i terrapieni perimetrali a protezione della artiglieria posta in quota. Per quanto riguarda la casermetta 9, – aggiunge Picco – verrà demolito il volume addossato alla parete nord, che risulta essere un’aggiunta successiva e che non permette la fruibilità degli spazi”.
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