ArteCulturaSlide-main

Fondazione Benetton, si conclude la rassegna cinematografica "Paesaggi che cambiano"

3 minuti di lettura

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano si concluderà mercoledì 10 aprile alle ore 21 con Visages Villages di Agnès Varda e JR (Francia, 2017, 90’), “piccolo” tenero film che è a suo modo un miracolo, perché è il frutto della collaborazione tra una regista della nouvelle vague del cinema francese.
 
La Varda (Cléo dalle 5 alle 7, 1962), classe 1928, recentemente scomparsa; insieme vi è anche il giovane fotografo e video-artista trentenne, che si cela dietro le iniziali JR.
 
 

L’evento

 
L’evento è organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Luciano Morbiato (che introdurrà e commenterà il film), con la collaborazione di Simonetta Zanon.
 
 
La pellicola conclude il percorso di narrazione di città e villaggi, periferie, enclave urbane, quartieri operai e edifici-alveare; al centro di questo ciclo di proiezioni si è voluto far riflettere sulla vita degli aggregati sociali che li abitano, compresi i loro conflitti, e sulle loro trasformazioni.
 
 

Racconta Luciano Morbiato

 
«È una strana coppia di realizzatori che ci invita al tour de France intitolato Visages, villages; Agnés Varda, regista belga, decana del cinema francese e bandiera della nouvelle vague. Da sempre dedicatasi alle tematiche femminili attraverso le protagoniste dei suoi film, e JR, trentenne, fotografo e artista urbano; particolare è ovviamente l’aspetto, l’impatto sullo schermo dei visi e delle figure delle due guide nel viaggio-documentario.
 
 
Rotonda, impacciata nei movimenti, la testa coronata dal caschetto dei capelli bicolori Agnés. alto e vestito di scuro, cappello e occhiali neri eternamente calcati in testa e sugli occhi JR; le cui iniziali, che rinviano alla serie Dinasty, sono l’unico resto di un nome. […]
 
 
La strana coppia, assieme a un furgone attrezzato per la fotografia, attraversa la Francia alla ricerca di villaggi, città, officine, e di volti dei loro abitanti da “fissare” nella fotografia; ma anche da incollare ai muri degli edifici, per renderli visibili, alla lettera “manifesti”, perché protagonisti di imprese in cui fedeltà (come nei versi di Éluard) e resistenza si incrociano e si esaltano.
 
 
Si parte dal nord già minerario, dal villaggio di Bruay-la-Buissière, dove nel Coron (quartiere dei minatori) l’unica casa è abitata da Jeanine; ed il suo abitare è l’unico motivo che impedisce al quartiere di scomparire a opera delle ruspe: il grande volto incollato sulla facciata, come un lenzuolo, monumentalizza anche la storia di cui Jeanine è testimone.
 
 
Allo stesso modo diventano protagonisti, in luoghi diversi della Francia, un’allevatrice di capre che rifiuta di sacrificare le corna dei suoi animali, un garagista, un postino, le mogli di alcuni portuali della banchina-container di Le Havre, l’operaio di un’industria chimica…; tutti sono restituiti a una misura più grande del vero, e l’ingrandimento equivale a un risarcimento, a una celebrazione.
 
 
Varda sottolinea efficacemente il processo che si ripete; la metamorfosi che si compie a partire dal furgone, che riprende l’esperienza artistica di JR con un Photomaton installato al Centre Pompidou di Parigi: “Le persone entrano per fare un’istantanea. Si sa che di solito ne viene fuori una cosa piccola, infima, e invece qui ne escono grandi e belli. Di persone anonime facciamo degli eroi”. Sembra che la complicità tra i due realizzatori contagi anche i soggetti che incontrano; liberandone le energie e la personalità, favorendo i loro racconti, senza innescare sterili proteste, inutili rimpianti, forse con appena un accenno finale di malinconia…
 
 
L’iniziativa è finanziata da una raccolta di fondi tra un gruppo di produttori indipendenti. La sfida consiste nel mettere insieme e far reagire due talenti così diversi; in una sorta di work in progress nato sulla base della tenue idea di ricercare un’unità nella diversità. Dalla Normandia alla Provenza, conosce la sua vittoria sullo schermo perché alla fine il risultato è ancora una volta un’interazione tra l’istante e la durata; cioè l’essenza, il motore dell’arte cinematografica».
 
 

Prossimi appuntamenti

 
La rassegna Paesaggi che cambiano riprenderà come di consueto nel mese di ottobre con un nuovo ciclo di proiezioni.

Articoli correlati
IntervisteMogliano VenetoSlide-mainSPECIALE ELEZIONI 2024

"Visione ed Azione". Le promesse mantenute

1 minuti di lettura
Il sindaco uscente di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, torna a chiedere fiducia agli elettori per i prossimi 5 anni di mandato amministrativo.Motiva…
Le eccellenzeMarca TrevigianaSaluteSlide-main

"Giovanni XXIII" di Monastier nella Guida dei 100 Ospedali di Eccellenza 2024

1 minuti di lettura
Il Presidio Ospedaliero di Monastier primeggia tra le cinque strutture sanitarie trevigiane menzionate nella Guida tedesca. MONASTIER (TV) – Sono il “Giovanni…
ItaliaSlide-mainSport

Italia forza 5

2 minuti di lettura
Grazie alle qualificazioni di Roma, Fiorentina e Atalanta, nella prossima edizione di UEFA Champions League l’Italia parteciperà con ben 5 squadre. Il…