Dall’emergenza giovanile ai conflitti globali, dalle riforme per la famiglia al fine-vita. Cento protagonisti della cultura, della Chiesa e del Governo a confronto al Pio Sodalizio dei Piceni. Menorello: «Una sfida al cinismo contemporaneo per ritrovare l’amicizia con la realtà»
ROMA. Può un antico borgo medievale dell’Umbria del XIII secolo parlare direttamente alla complessità, spesso cinica e disincantata, del 2026? La risposta è un viaggio in dieci tappe – o meglio, in “dieci passi” – che si snoderà a Roma il 16 e 17 giugno nella splendida cornice rinascimentale del Pio Sodalizio dei Piceni. Il terzo Festival dell’“Umano Tutto Intero” , promosso dal Network “Ditelo sui tetti” guidato dall’avvocato Domenico Menorello , non si presenta come un semplice ciclo di convegni, ma come un vero e proprio “pellegrinaggio esistenziale e pubblico”.
L’occasione è solenne: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), patrono d’Italia e d’Europa. Ma il festival guarda dritto all’attualità più stringente, declinando la spiritualità francescana in proposte politiche e riforme concrete , sotto il filo conduttore di una citazione programmatica di Karol Wojtyla: «Ben venga, mia sorella Vita».
Un parterre orizzontale: dalla CEI al cuore del Governo
Il programma impressiona per la densità e la trasversalità degli oltre cento ospiti illustri. Non una passerella, ma un laboratorio di giudizio pubblico che vedrà alternarsi ministri, intellettuali e figure di primo piano della Chiesa.
Tra i momenti più attesi sul piano istituzionale, le conclusioni della due giorni saranno affidate al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin , chiamati a riflettere anche sulla recente Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.
La politica si confronterà direttamente con le realtà sociali sui temi caldi dell’economia e del welfare: il Vicepremier Antonio Tajani e il Presidente della CEI, il Cardinale Matteo Zuppi, interverranno sul dramma delle guerre globali ; il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti affronterà il nodo della defiscalizzazione dei figli , mentre il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara discuterà di “buono scuola” e libertà educativa. Presenti anche i ministri Eugenia Roccella (Famiglia e Natalità) , Orazio Schillaci (Salute) e Alessandra Locatelli (Disabilità) , oltre a leader politici come Arianna Meloni e Matteo Hallissey.

I cinque “Luoghi” dell’esistenza
Il festival scardina la rigidità dei panel tradizionali per seguire i cinque spazi antropologici che hanno segnato la vita del Poverello:
1. La giovinezza: oltre il “bollettino di guerra”
Il pomeriggio del 16 giugno si aprirà con un focus sulle nuove generazioni , troppo spesso schiacciate tra dipendenze, isolamento e precarietà. Ragazzi ed esperti (tra cui il filosofo Stefano Zecchi ) si confronteranno non per descrivere il vuoto, ma per far emergere una “contro-cultura del bene”. A seguire, il delicato rapporto tra l’era digitale e la natura: “Fratello algoritmo, sorella natura” , con il sociologo Antonio Polito e il Ministro Andrea Abodi.
2. Il conflitto: l’eclissi della giustizia
Dalle trincee dell’individualismo libertario alle guerre geopolitiche. Esponenti della magistratura e del diritto (come il Presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre e il Viceministro Francesco Paolo Sisto ) si interrogheranno sulla crisi del sistema giustizia , lasciando poi la parola alle testimonianze dirette da scenari di sofferenza come il Medio Oriente e l’Ucraina.
3. Le fragilità: dove entra la luce
La mattina del 17 giugno cambia lo sguardo. Citando Leonard Cohen («C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce») , il festival mette a tema la disabilità e la “vita debole”. Storie reali di caregivers e progetti di accoglienza dialogheranno con la Res Publica per evitare che il Servizio Sanitario diventi volano della cultura dello scarto. Subito dopo, spazio al lavoro inteso come espressione della creatività umana e non come condanna.
4. L’essere figli: educare e abitare
Nel pomeriggio del 17, il festival affronterà la sfida educativa e le riforme strutturali necessarie alle famiglie : piano casa, quoziente familiare e politiche di sostegno alla natalità , introdotte da un dialogo intimo “a tu per tu” con il maestro del cinema Pupi Avati.
5. Il centuplo: la sussidiarietà e l’impronta cristiana
L’ultima tappa analizza il crollo della partecipazione al voto e la rinascita dei corpi intermedi. Figure del calibro dello storico Ernesto Galli della Loggia si confronteranno sul riscatto dell’Articolo 2 della Costituzione.
L’evento culturale: il duetto Cavani-Rondoni
Non solo dibattito politico. Il Festival vive di contaminazioni artistiche, poetiche e teatrali. La sera del 16 giugno vedrà il debutto della prima nazionale dello spettacolo “Senza Cera: Chiara racconta Francesco”.
Ma il vero culmine culturale della seconda giornata sarà lo straordinario “faccia a faccia” tra la regista Liliana Cavani e il poeta Davide Rondoni (Direttore artistico del festival e Presidente del Comitato nazionale per l’ottavo centenario francescano). Un dialogo intitolato “Commossi da San Francesco” , che ripartirà dalle intuizioni dello storico film della Cavani del 1989 per esplorare l’uomo completo, l’amante della bellezza e della giustizia che ha saputo rivoluzionare la storia.
Il Festival dell’“Umano Tutto Intero” si preannuncia così come l’appuntamento più stimolante della stagione romana: una scommessa tesa a dimostrare che la sussidiarietà, il dialogo tra laici e cattolici e la riscoperta della creatura umana sono gli unici binari possibili per ricostruire, oggi, le mura della convivenza fraterna.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: Sui Tetti
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