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Fattura elettronica: 28 febbraio scadenza “impossibile”. Appello della CNA al Governo

Le proposte della CNA per ridurre il carico burocratico delle imprese «La fatturazione elettronica presuppone un massiccio e articolato invio di dati senza che ciò determini, fino ad oggi, un alleggerimento degli adempimenti posti a carico

Le proposte della CNA per ridurre il carico burocratico delle imprese

«La fatturazione elettronica presuppone un massiccio e articolato invio di dati senza che ciò determini, fino ad oggi, un alleggerimento degli adempimenti posti a carico delle imprese. Non sempre chi fa le leggi ha esattamente consapevolezza delle conseguenze. Siamo favorevoli ai cambiamenti migliorativi e pensiamo che la digitalizzazione possa offrire anche diverse opportunità. Ma queste innovazioni devono essere accompagnate da una vera semplificazione; se, invece, si continueranno a sommare nuove scadenze alle vecchie ciò che si rischia è un diluvio di adempimenti, come quello che è in arrivo e che finirà per “inondare” Associazioni e aziende». Lo afferma Giuliano Rosolen, direttore della CNA territoriale di Treviso.

 

La liquidazione Iva del mese di gennaio mette, per la prima volta, gli operatori alla prova con adempimenti connessi alla fattura elettronica, come ad esempio, l’importazione delle fatture elettroniche per conto dei clienti, azione che, in alcuni casi, si sta rivelando nient’affatto scontata. Gli operatori fiscali si trovano, inoltre, di fronte alla prima comunicazione dei dati relativi al cosiddetto “esterometro“, a cui va aggiunta la compilazione dei modelli Intrastat.

 

«Rivolgiamo un appello al MISE e alla Agenzia delle Entrare per una adeguata rimodulazione degli adempimenti burocratici previsti per il 28 febbraio 2019 che si preannuncia una scadenza impossibile, per associazioni e aziende» continua Rosolen.

 

Al fine di ridurre l’insensata mole di adempimenti, la CNA propone:

– traslare la scadenza ultima dell’invio dello spesometro relativo al secondo semestre 2018 al 31 marzo 2019;

– eliminare le comunicazioni periodiche Iva trimestrali;

– eliminare o quanto meno semplificare il cosiddetto “esterometro” o introdurre termini di scadenza semestrali (con prima scadenza al 30 settembre 2019) e non mensili come ora previsti;

– consentire la detrazione dell’IVA per i documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

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