Ci sono episodi nella vita dei nostri cari che, oltre ad interrompere amori ed affetti, lasciano un vuoto silente, che deve contemplare la speranza e mai la rassegnazione
Approfondendo l’incontro del 2 luglio tenutosi a Treviso alla Loggia dei Cavalieri, nell’ambito della presentazione del libro “Fantasmi, Vite sospese”, un progetto ideato, scritto e curato dal giornalista Paolo Cagnan e Rubina Bon, coautrice, emergono alcune riflessioni importanti. Con la presenza di Gildo Claps, fondatore di Penelope, pronto a raccontare verità ed elargire aneddoti e fatti, complice le sentite testimonianze di familiari di persone scomparse e non ancora ritrovate, dal caso Mario Bonduan, a Mario Rasia, fino ad arrivare a Padre Bottacin e a Marianna Cendron, che riavvolgono la loro sequenza variegata delle circostanze, pervasa da un’unica sottile linea Maginot, il mistero che si antepone all’inquietudine e allo smarrimento. Esserci ritrovati vis à vis, a tu per tu, con i parenti stretti delle persone scomparse è stata sicuramente una fonte di emozione inaspettata, sofferta, ma anche pregna di quella speranza volitiva che sembra detenere un motto, un manifesto d’intenti: mai disperare. Nel corso dei numerosi interventi è emerso un vocabolo: nebbia, un termine, un titolo che contiene nel suo alveo diverse suggestioni, metafora perfetta che indica sia lo stato emotivo di parenti colpiti nonché quello di una strada da percorrere, lastricata e nebulosa, abbarbicata su di una cortina che gioca con i sentimenti, le illusioni e le sospensioni, ma mai doma. E le vite che si vogliono ritrovare, pur con poca visibilità, hanno almeno il diritto di avere il sentiero limpido, il faro che illumina. Partendo dalle ricerche, che devono essere immediate, con le prime ore che appaiono fondamentali, decisive. Come dell’estrema necessità di implementare una legge non adeguata e dell’urgente bisogno primario di avere un corpo speciale, una task force altamente specializzata, nell’intervento e nella ricerca delle persone che scompaiono. Con la vicinanza totale delle istituzioni e una preghiera che si è levata da più parti, salvaguardare le famiglie per mantenere la loro stessa unità, evitando la frammentazione, pericolosa e inutile. Con Penelope intenta a tesser la sua tela
Zero Biscuit di Mauro Lama
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