Il falso d’autore è un’opera artistica ma anche una truffa. Le teste di Modigliani del 1984 sono il ricordo più recente. Alcuni giovani riprodussero delle teste in pietra che fecero scivolare lungo un corso d’acqua a Livorno
ITALIA. Dettero l’annuncio del ritrovamento e i critici d’arte attribuirono questi artefatti a Modigliani. Fu una scoperta sensazionale! L’artista avrebbe gettato queste mirabili sculture come disfarsi di qualcosa che non doveva essere mai ritrovato. Il mondo dell’arte restò ammirato e apprezzò il ritrovamento.
Ma si trattava di una burla, niente di più. Quei giovani volevano sfidare la competenza degli esperti, metterli alla prova e dimostrarne la fragilità del loro sapere. Ci sono stati altri esempi nella storia dell’arte. Si racconta che Michelangelo da giovane scolpì delle statue che fece ritrovare come reperti archeologici risalenti alla classicità greco romana. Un altro esempio riguarda il celebre largo di Albinoni che Albinoni non compose ma che un musicista di epoca successiva volle attribuirgli.
Il valore del falso d’autore sta nel fascino dell’oggetto e nella scaltrezza e perizia del vero autore che si nasconde dietro un autore di maggiore fama. Cosa spinge l’autore del falso a compiere questo inganno? Cosa vuole dimostrare? Alcuni sono spinti dalla avidità altri dalla modestia. Altri ancora dal gusto di ingannare i temuti critici, pronti a riconoscere come opera d’arte qualunque oggetto firmato senza porsi il problema che non è la firma che deve dare valore artistico all’opera.
Ciò che appare non è sempre arte, anche se firmato. Anche in campo psicologico e psicopatologico troviamo falsi d’autore. E nella vita ordinaria talvolta se non quasi sempre diamo più valore al modo che alla sostanza. Diventiamo credibili ma non siamo degni della fiducia che viene riposta in noi. Gli altri credono a ciò che intuiscono e non a ciò che vedono. Sfruttiamo la pochezza di critica e di giudizio del prossimo per ottenere il vantaggio.
E questo vantaggio sta nel confondere gli altri con la grande magia dell’apparenza. Siamo bravi se sappiamo bene fingere. La credibilità annebbia la vera fiducia e alla fine non sappiamo ascoltare e vedere la realtà. Chi ci riporta a questa e ci dà i buoni consigli che ci consentono di cambiare rotta e di stare veramente bene non è ascoltato o seguito. Il falso d’autore diventa importante quanto il vero d’autore. Educare alla critica questo è il compito dei bravi maestri. Aiutare a usare la ragione ci rende consapevoli anche se talvolta non ci rende felici.
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